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Forex: l’euro recupera terreno, il dollaro si conferma ai massimi dall’inizio dell’anno

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Nonostante un calo nella seconda parte, le tensioni presenti sui mercati continuano a sostenere le quotazioni del dollaro. Il dollar index, l´indice che misura l´andamento del biglietto verde nei confronti di un basket di 6 valute, si conferma ai massimi dall´inizio dell´anno sopra quota 78 punti. I “rischi significativi” paventati dalla Banca centrale Usa stanno spingendo al ribasso i listini finanziari e sostenendo il biglietto verde, che beneficia del suo status di valuta rifugio.

Seduta altalenante anche per l’euro. Dopo i minimi toccati nel corso della prima parte, la moneta unica ha recuperato terreno ed in questo momento quota 1,3506 dollari e 103,15 yen. Il merito è attribuibile alle indiscrezioni relative le nuove misure di supporto all’economia che potrebbero essere messe in campo dalla Banca centrale europea.

In pole position secondo gli analisti c’è un taglio del costo del denaro, un’ipotesi rilanciata dal Governatore della Banca centrale belga, Luc Coene. Secondo il membro della Consiglio della Bce il costo del denaro in Europa potrebbe essere tagliato già ad ottobre, nel caso in cui il quadro economico dovesse peggiorare. Un taglio dei tassi da un lato renderebbe meno attraente la moneta unica, ma dall’altro potrebbe far scendere drasticamente le probabilità di una nuova ricaduta in recessione delle economie sviluppate, spingendo al rialzo la propensione al rischio e quindi l’euro.

E ieri sera indicazioni positive sono arrivate anche da Washington: con un comunicato i Paesi del G20 si sono impegnati a dare una “risposta forte e coordinata per affrontare le nuove sfide dell’economia mondiale”. L’obiettivo è il rafforzamento del Fondo salva-Stati, una misura che dovrebbe aiutare a contenere l’effetto contagio.

La view degli analisti sull’euro resta comunque ribassista. “L’outlook sui fondamentali della moneta unica è decisamente peggiorato nell’ultima settimana. La debolezza dell’economia globale penalizzerà maggiormente i Paesi altamente indebitati della periferia di Eurolandia”, si legge in un report di Morgan Stanley. “I rischi di recessione -continua il rapporto- sono reali ed i mercati sono sempre più scettici sul fatto le economie emergenti possano supportare la domanda globale. Quindi, ci aspettiamo un ulteriore rafforzamento delle valute rifugio, il dollaro e lo yen”.