Forex: l'euro prova a risalire, sterlina paga parole di Posen (BoE)

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 28/03/2011 - 09:52
Movimenti frazionali sul mercato valutario nei primi scorci della nuova ottava. Il cross euro dollaro si mantiene sopra la soglia psicologica di 1,40 dollari (toccato in mattinata un minimo a 1,4029 dollari per poi risalire in area 1,4075 $). La moneta unica europea non paga la pesante sconfitta alle elezioni regionali tedesche della coalizione guidata dalla cancelliera Angela Merkel. La coalizione di governo ha perso la regione del Baden-Wuerttemberg, feudo storico della Cdu che ha governato in questa regione negli ultimi 58 anni. Responsi che aumentano l'incertezza politica tedesca e potrebbero pesare sull'outlook della prima economia continentale.

L'euro sul finire della scorsa ottava ha continuato la fase di correzione, iniziata giovedì, legata principalmente ai timori legati alla situazione del Portogallo. "Questa correzione non è stata per il momento sufficiente a cambiare i livelli chiave - rimarca l'analisi odierna di Fxcm -. Continua a tenere duro infatti la trendline positiva con origine a gennaio e sino a che 1,3990 dovesse tenere ci aspettiamo che la direzione continui a risultare favorevole alla moneta unica".

Tra le altre valute si nota oggi la debolezza della sterlina che nell'ultima ora ha accelerato al ribasso rispetto a euro e dollaro. In particolare il cross sterlina/dollaro è tornato sotto la soglia di 1,60 dollari scendendo fino a 1,5958 dollari. Pesano le dichiarazioni rilasciate al Guardian dal membro del comitato di politica monetaria della Bank of England, Adam Posen, che ritiene l'inflazione non un problema nel medio-lungo periodo. Il prossimo anno, secondo Posen, l'inflazione tornerà in area 1,5% e quindi un aumento dei tassi di interesse non è da ritenersi necessario.

Guardando oltreoceano, dopo la rilettura al rialzo della crescita del pil statunitense nel quarto trimestre (+3,1% annualizzato dal +2,8% della precedente stima), si riaccende il dibatto sulla necessità o meno di portare avanti fino a giugno il QE2. James Bullard, presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis, ha dichiarato che dovrebbe essere presa in considerazione l'opzione di limitare il piano di quantitative easing da 600 miliardi dollari con scadenza giungo 2011, sottolineando che la ripresa degli Stati Uniti potrebbe non necessitare di questo ingente stimolo. "E' ragionevole un riesame del QE2 nei prossimi meeting della Fed, in particolare quello di aprile, per vedere se è il caso di terminare il programma o ridimensionarlo", ha dichiarato Bullard in un intervento nel weekend a Marsiglia.
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