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Forex: l’euro prende quota a metà mattinata, in recupero anche le commodity currency

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Lenta ma progressiva salita delle quotazioni dell’euro in questa prima parte di seduta con la divisa europea che viaggia sui massimi intraday rispetto al dollaro usa a quota 1,2427. L’euro sale lievemente anche nei confronti dello yen attestandosi a ridosso di quota 97 yen. Con la Borsa di Londra chiuso per festività, oggi gli operatori si stanno concentrando sulle indiscrezioni circa un piano segreto per salvaguardare l’euro. Il settimanale tedesco Welt am Sonntag riporta come al progetto stanno lavorando oltre al presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, e il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy. L’obiettivo è quello di presentare una bozza del cosiddetto masterplan al Consiglio europeo che si terrà il 28 e 29 giugno.

Intanto il Wall Street Journal oggi rimarca i segnali di apertura che starebbero arrivando da Berlino. La Germania starebbe infatti ammorbidendo la propria posizione sugli eurobond e sul sostegno europeo congiunto alle banche a patto che gli Stati appartenenti all’Unione Monetaria accettino un significativo passaggio di sovranità alla Ue a livello fiscale.

Tra le altre valute tentativo di recupero per le commodity currency. Il dollaro australiano si è riportato in area 0,968 rispetto al dollaro Usa risollevandosi dai minimi annui toccati settimana scorsa. Stesso movimento per il dollaro neozelandese risalito a 0,754 US$.
Da monitorare questa settimana anche la sterlina, scesa venerdì sotto quota 1,52 dollari, mentre oggi è in recupero a 1,536. Giovedì è in agenda la riunione della Banca d’Inghilterra con tassi di interesse visti previsti ancora fermi a 0,50%. Anche il piano di QE è visto invariato a 325 miliardi di sterline. “Noi continuiamo a non aspettarci alcuna variazione – si legge nella nota odierna dell’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo – in linea con il consenso (che però non è unanime). In tal caso la sterlina non dovrebbe risentirne. Se al contrario la banca centrale decidesse di aumentare l’APF, dovrebbe invece indebolirsi ulteriormente, sia contro dollaro (tra 1,52 e 1,50 GBP/USD) sia contro euro (tra 0,81 e 0,82 EUR/GBP).