Forex: l'euro perde lo slancio di inizio giornata

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 11/01/2012 - 12:27
Andamento altalenante oggi per il cross euro/dollaro. Dopo essersi spinto a metà mattinata fino a 1,2789, il cross è ritornato sotto i livelli della vigilia a 1,2714 dollari. Divisa unica europea in calo anche rispetto allo yen con cross a 97,91 yen. "I mercati hanno cominciato a decorrelarsi rispetto a quanto abbiamo seguito fino a qualche giorno fa - rimarca la nota odierna di Fxcm - . L'evidenza più grossa risiede nel fatto che, eccezion fatta per le commodity currencies dell'Oceano Indiano (che hanno perso relativamente meno rispetto ad euro e a sterlina a causa del fatto che la Cina sta mostrando buoni segni di crescita), le valute a più alto rendimento contro il dollaro americano hanno perso terreno, di fronte a borse miste e con oro e petrolio che sono saliti in linea generale".

L'agenda macro odierna risulta scarna con il dato più importante diffuso oggi dalla Germania, che ha evidenziato una crescita del pil 2011 in linea con le attese al 3%. Sull'obbligazionario risultano in calo le tensioni sull'Italia con il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e Bund tedeschi di pari durata sceso fino a quota 506 punti base dagli oltre 530 toccati a inizio ottava. Il rendimento del decennale italiano è tornato sotto la soglia critica del 7%, attestandosi al 6,97%, sui minimi a una settimana. L'Italia ha riportato confortanti riscontri circa i conti pubblici. Il deficit è sceso nei primi 9 mesi del 2011 al 4,3% dal 4,6% dell'analogo periodo 2010. Si tratta dei minimi dal 2008. L'avanzo primario nel terzo trimestre risulta pari all'1,7% del pil con entrate correnti in aumento dell'1,4%. Oggi è in agenda a Berlino l'incontro Monti-Merkel con le norme che regoleranno la nuova disciplina di bilancio che saranno al centro del contendere. L'Italia infatti chiede una maggiore flessibilità nel percorso di rientro del debito rispetto alla prima formulazione del "fiscal compact" che imporrebbe ai Paesi con un debito superiore al 60 per cento del pil di l'extra stock di un ventesimo ogni anno.
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