1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Forex: l’euro penalizzato dagli aggiornamenti macro

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

I dati macro spingono al ribasso la moneta unica. Dopo le indicazioni arrivate questa mattina dagli indici Pmi, l’euro scende ai minimi di seduta dopo la stima sull’andamento dell’occupazione negli Stati Uniti. Ad aprile, secondo la ricerca condotta dalla società privata ADP, il mercato del lavoro statunitense ha registrato un incremento delle buste paga del settore privato di 119 mila unità, inferiore alla crescita messa in conto dagli analisti (+175 mila).

La notizia ha spinto al ribasso la moneta unica che ha toccato un minimo di seduta a 1,3121 dollari e 105,12 yen. In questo momento i due cross perdono entrambi lo 0,6 per cento attestandosi rispettivamente a 1,3155 ed a 105,47. Per l’euro si tratta della terza seduta consecutiva con il segno meno.

Notizie negative anche dal mercato del lavoro del Vecchio continente. Secondo i dati diffusi questa mattina dall’Eurostat, a marzo il tasso di disoccupazione di Eurolandia ha toccato un record al 10,9%, 10 punti base in più rispetto al dato precedente ed un punto percentuale al di sopra del marzo 2011. +0,1% anche per il dato tedesco, pari al 6,8%, e +0,2% per l’indice relativo il nostro Paese, salito al 9,8%. La maglia nera è ancora una volta della Spagna (24,1%). Nel corso della prima parte indicazioni negative erano arrivate anche dal Pmi manifatturiero della Zona Euro, sceso ad aprile ai minimi da 34 mesi a 45,9 punti.

Sostanziale parità per il dollaro/yen, che quota 80,170, e segno più per l’indice che misura l’andamento del greenback contro un basket di valute, il dollar index, in crescita di mezzo punto percentuale a 79,2 punti. “Sul recupero del dollaro -ha commentato Vincenzo Longo di IG Markets- agiscono anche le dichiarazioni dei falchi della Fed che ieri hanno allontanato l’ipotesi di un quantitative easing spingendo gli operatori short sulla divisa statunitense a coprirsi”.

Nelle ultime ore Jeffrey Lacker, il governatore della Federal Reserve di Richmond, John Williams della Fed di San Francisco e Charles Plosser del distretto di Philadelphia hanno rimarcato la loro contrarietà ad un nuovo piano di allentamento quantitativo.