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Forex: euro paga il divieto tedesco allo short selling, nuovi minimi a 4 anni

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Si alza nuovamente l’asticella dell’avversione al rischio sui mercati dopo la decisione della Consob tedesca di vietare le vendite allo scoperto sui alcuni titoli finanziari e sui Cds dell’eurozona. Mossa che ha depresso i mercati e in particolare l’euro scivolato ai nuovi minimi a oltre 4 anni. La Moneta unica europea ha toccato un minimo a 1,2144 dollari, livelli che non vedeva dall’aprile 2006, per poi stabilizzarsi a ridosso di area 1,22 dollari. Euro che ha bruscamente interrotto il movimento rialzista iniziato ieri in seguito alla notizia del divieto allo short seling da parte della Consob tedesca. La BaFin a partire da oggi ha posto il “naked short selling” su una lista di dieci banche e compagnie di assicurazione e su Cds (credit default swap) su titoli governativi dell’area euro. La lista dei titoli finanziari comprende Aareal Bank, Allianz, Commerzbank, Deutsche Bank, Deutsche Boerse, Deutsche Postbank, Generali Deutschland Holding, Hannover Rueck, Mlp e Muenchener Rueck. Divieto motivato dal fatto che l’eccessiva ondata speculativa potrebbe urtare la stabilità del sistema finanziario. Il divieto avrà vigore fino al 31 marzo 2011. Il “naked short selling” è la vendita di titoli allo scoperto senza averli ricevuti neanche in prestito. Operazione fortemente speculativa che tende ad accelerare il trend ribassista del mercato.

“Il dibattito è ancora aperto sull’efficacia di questo tipo di misure – si legge nel morning odierno di Société Générale – ma c’è unanimità nel dire che queste misure vanno a danneggiare la liquidità dei mercati”. Misure della BaFin che comunque non hanno vigore a Londra dove avviene il maggior numero delle vendite allo scoperto. Mossa tedesca che ha un timing politico visto che è arrivata proprio alla vigilia del dibattito in parlamento circa il pacchetto da 500 mld di euro per salvaguardare la zona euro. Oggi la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che questa misura durerà fino a quando non ci sarà una soluzione europea alla speculazione.

Sul fronte macro oggi la giornata ha riservato sorprese positive dal Giappone con il balzo mensile dell’1,2% della produzione industriale a marzo. Si tratta della lettura finale rispetto al +0,3% precedentemente indicato. A metà mattinata è attesa la pubblicazione delle Minute della Bank of England, mentre nel pomeriggio spicca il dato sull’inflazione statunitense ad aprile (consensus +2,40% a/a, precedente +2,30%). Infine in serata le Minute della Federal Reserve