Forex: l’euro non si ferma, fari accesi su inflazione e mosse Bce

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In Europa si torna a guardare con preoccupazione alle pressioni inflattive e a possibili mosse della Bce dopo le parole di ieri di Trichet. Oggi l’Ufficio Federale di Statistica tedesco ha reso noto che l’indice armonizzato dei prezzi al consumo ha segnato a dicembre in Germania un progresso dell’1,9% a/a dall’1,6% del mese precedente. Si tratta dei massimi dall’ottobre 2008. Inflazione tedesca che ha spinto stamattina l’euro/dollaro fino a quota 1,345 dollari, livelli che l’euro non vedeva da circa un mese. Poi il cross si è leggermente sgonfiato attestandosi a cavallo di 1,34 dollari.

Spinta all’euro è arrivata soprattutto dalle parole del presidente della Bce, Jean Claude Trichet, che si è detto preoccupato per l’andamento dell’inflazione europea nel breve termine, che a dicembre è salita in Eurolandia al 2,2% a/a, sopra il target del 2% considerato come livello spartiacque dall’Eurotower. Anche se le aspettative di medio periodo vedono un’inflazione sotto questo livello, Trichet ha dichiarato che non esiterà ad alzare i tassi di interesse, se necessario.

“Il sentiment di mercato potrebbe cambiare e vedere la possibilità che avvenga un rialzo dei tassi in Europa prima che negli Stati Uniti, e questo potrebbe dare più spazio all’euro per salire, qualora l’economia americana continui a crescere ai livelli attuali e non riesca a dare nessun colpo di coda”, si legge nella morning note odierna di Fxcm. Un cambio di scenario che sta portando alcuni analisti a pronosticare una stretta sui tassi già nell’estate di quest’anno. Il consensus Bloomberg vede i tassi Bce a fine anno all’1,25% rispetto all’1% attuale.

Ieri Goldman Sachs ha consigliato di andare lunghi sull’euro-dollaro ha indicato un prossimo target in area 1,37 dollari. “Se il panorama dovesse rimanere quello attuale con un ritorno di capitali ed un’aumentata fiducia verso l’euro – rimarcano gli analisti di Fxcm – potremmo, nelle settimane a venire, tornare a rivedere i livelli di massimo del cambio abbandonati a novembre. Il livello chiave di resistenza ora è 1,3430 dollari (da cui martedì di settimana scorsa ha avuto origine la discesa)”.

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