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Forex: euro in difficoltà dopo deboli riscontri da Pmi europei, aussie ai minimi a 2 mesi

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Ritirata oggi per l’euro dopo la serie di sedute positive nella prima parte dell’ottava. La divisa europea è scesa di una figura dopo i deboli riscontri arrivati dagli indici Pmi europei. Il cross euro/dollaro ha toccato un minimo a 1,3151 rispetto al massimo a 1,3254 a cui viaggiava prima del Pmi tedesco. Euro in calo di quasi l’1% sullo yen con cross tornato sotto quota 109.

L’indice Pmi manifatturiero della Germania a marzo si è attestato, secondo la prima lettura, a 48,1 punti, in calo rispetto ai 50,2 punti del mese precedente. La rilevazione è risultata sotto le attese degli analisti che si aspettavano un indice in rialzo a 51 punti. In calo anche l’indice Pmi manifatturiero dell’eurozona che ha evidenziato a marzo un calo a 47,7 punti dai 49 precedenti. Il consensus era invece per un rialzo a 49,5 punti.
Debolezza che ha portato a un ritorno degli acquisti sul Bund. Il rendimento del decennale tedesco è sceso all’1,93%, favorendo un allargamento dello spread Btp/Bund (arrivato stamattina fino a 317 punti base).
“Il decennale italiano è tornato sopra il 5% ed i rendimenti spagnoli hanno toccato i massimi da più di un mese a questa parte – rimarca la nota odierna di Fxcm – il che ci sta indicando che le pressioni sull’area euro stanno tornando e questo potrebbe in qualche modo pesare sul sentiment di mercato”.

Deboli oggi le commodity currency appesantite dai deboli riscontri arrivati daslla Cina. L’indice manifatturiero cinese misurato da Hsbc ha mostrato nella lettura flash di marzo la quinta contrazione mensile consecutiva, scendendo a quota a 48,1 punti dai 49,6 di febbraio. Male la voce nuovi ordini scesa sui minimi dallo scorso mese di novembre.
L’aussie, nome con cui viene identificato il dollaro australiano, è sceso ai minimi a 2 mesi sul dollaro Usa toccando un minimo intraday a 1,0356.

“Un rallentamento importante della crescita cinese si rifletterebbe negativamente sull’economia australiana, perché circa il 25% delle esportazioni australiane sono rivolte alla Cina”, rimarca la nota odierna di Asmara Jamaleh, economista di Intesa Sanpaolo sui mercati valutari, non escludendo che la banca centrale australiana possa tagliare i tassi dal 4,25% al 4% nel prossimo incontro di politica monetaria che si terrà martedì 3 aprile.