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Forex: euro in calo nel giorno della maxi-asta Bce, in evidenza le commodity currencies

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Segno meno per l’euro nel giorno dell’asta a 36 mesi della Bce. Questa mattina la Banca centrale europea ha assegnato 529,5 miliardi di euro a 800 banche, contro i 489 miliardi a 523 banche della prima asta. Il consenso Bloomberg stimava richieste per 470 miliardi. “Il fatto che il numero di banche sia aumentato -ha commentato Anthony Grech di IG Markets- potrebbe suggerire che la ricerca di liquidità del settore bancario sia aumentata oppure che le banche si stanno preparando per un peggioramento della situazione”. “

La nuova immissione di liquidità è destinata a ridurre, come del resto è già avvenuto negli ultimi mesi, le tensioni sui debiti sovrani di Eurolandia ed a spingere al rialzo il comparto delle materie prime. Ed oggi i guadagni maggiori nei confronti della moneta unica sono stati messi a segno proprio dalle c.d. commodity currencies, le valute maggiormente legate all’andamento delle commodity. Il cambio euro/dollaro australiano scende dello 0,6% a 1,24 mentre il cross con la divisa canadese arretra di un punto e mezzo percentuale a 1,3186.

L’euro/dollaro è invece risultato penalizzato dalle parole del n.1 della Federal Reserve Ben Bernanke che nel corso di un intervento al Congresso ha implicitamente allontanato l’ipotesi di un nuovo piano di allentamento quantitativo nel corso del 2012. Dalle dichiarazioni di Bernanke è emerso un quadro misto caratterizzato da alcuni segnali di miglioramento della congiuntura, pur nella convinzione che il mercato del lavoro sia ancora lontano dalla normalità. La moneta unica quota a 1,3363 dollari, lo 0,8% in meno rispetto al dato precedente. Segno più invece per il dollar index, che sale dello 0,4% 78,6 dollari.

Nel corso del pomeriggio dagli Stati Uniti sono arrivate nuove indicazioni positive dai dati macro. Il dato relativo il Pil degli ultimi 3 mesi del 2011 è stato portato dal 2,8 al 3 per cento. Gli analisti avevano pronosticato un risultato in linea con il precedente. Meglio del previsto anche l’aggiornamento relativo la fiducia dei direttori degli acquisti in arrivo da Chicago, salita a febbraio da 60,2 a 64 punti.