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Forex: l’euro guarda agli sviluppi della situazione in Italia

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Da Atene a Roma. I riflettori dei mercati appaiono sempre più incentrati sulla delicata situazione dell’Italia con i rendimenti dei titoli di stato a livelli sempre più critici. Il differenziale di rendimento tra Btp decennale e Bund ha toccato un nuovo massimo a 495 punti base con rendimento arrivato al 6,74%. Oggi dalle colonne del Wall Street Journal si sottolinea come l’avvicinamento della soglia del 7% risulta un ulteriore preoccupante segnale visto che Grecia, Portogallo e Irlanda hanno avanzato le richieste di aiuto a Ue e Fmi proprio quando i rendimenti dei loro titoli di stato si erano portati a ridosso di questi livelli.

“E’ sicuramente una possibilità che anche l’Italia sia costretta a chiedere aiuti – sottolinea Michael Hewson, analista di CMC Markets interpellato da Finanza.com -. A questo livello di tassi l’Italia ha bisogno di raccogliere fondi supplementari da qui alla fine dell’anno e tassi di interesse a questo livello sono semplicemente insostenibili”.

La giornata di oggi vede alla Camera il voto sul Rendiconto generale dello Stato, già clamorosamente bocciato lo scorso ottobre. Ieri il premier Berlusconi ha smentito l’ipotesi dimissioni circolata insistentemente volendo verificare in Parlamento se ha ancora i numeri per andare avanti. “Il voto di oggi può determinare volatilità sul mercato dei cambi e dei bond – si legge nella morning note odierna di Fxcm – se il Governo otterrà la fiducia è lecito aspettarsi un innalzamento dello spread ed un ripiegamento della moneta unica. Un anticipo di tale scenario si era palesato già ieri quando sulle voci di dimissioni di Berlusconi avevamo visto l’euro e la borsa in recupero”.

Alle 10.50 il cross euro/dollaro viaggia a 1,377 dollari, nei pressi dei massimi di giornata. Tra le altre valute continua anche oggi la discesa del franco. Il cross eur/chf ha toccato un massimo a 1,2454 chf sulle crescenti attese di un intervento della Swiss National Bank per evitare che la forza della divisa elvetica pesi sull’economia del Paese. Preoccupazioni aumentate ieri dopo l’emergere dei primi segnali deflazionistici: a ottobre l’inflazione è scesa dello 0,1% rispetto al mese precedente, prima variazione negativa degli ultimi 2 anni. Thomas Jordan, vice presidente della SNB, ha confermato oggi che l’istituto centrale sta monitorando la situazione del franco ed è pronta ad agire se sarà necessario.

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