Forex: l'euro guadagna terreno, cresce l'appetito per il rischio

Inviato da Luca Fiore il Gio, 25/03/2010 - 18:57
La giornata odierna si è caratterizzata per il recupero della moneta unica sul valutario, in alcuni casi di facciata (vs dollaro, a 1,3284) ed in altri importante (123,44 vs Yen). La moneta statunitense ha perso terreno dopo le rassicurazioni arrivate da Bernanke relative la vicinanza della Fed all'economia a stelle e strisce, mentre sulla divisa giapponese ha pesato l'innalzamento dell'appetito per il rischio.

Oggi Trichet ha esteso le misure straordinarie per gli scambi di collaterale sull'interbancario al 2011; le misure, introdotte durante la crisi, permettono di rifinanziarsi presso la banca centrale con titoli di debito a rating fino a "BBB-". Un provvedimento che, anche se in sedi ufficiali è stato sostenuto il contrario, sembra fatto su misura per la Grecia, che, in caso di nuovi downgrade avrebbe potuto vedersi precludere l'accesso a questo strumento.

Una misura che, insieme al prossimo accordo per il sostegno di Atene in arrivo da Bruxelles (si dà per certo l'accordo Francia-Germania, passando per il Fmi), ha contribuito a far riguadagnare terreno alla moneta unica che, comunque vada a finire, esce malconcia dalla questione-Grecia.

Il comportamento della Merkel è stato sin dall'inizio piegato alle esigenze di politica interna. La Cancelliera si è messa non solo contro diversi paesi europei (capitanati dalla Francia) e la Bce, ma ha anche smentito le parole di un membro di primo piano del suo stesso esecutivo come Wolfgang Schaeuble.

Ha detto bene Bini Smaghi, che forse memore di qualche critica di troppo relativa la sua candidatura a prossimo n.1 della Bce, ha dichiarato che l'intervento del Fmi "può danneggiare la stabilità dell'euro" e che autorizzerebbe l'istituto con sede a Washington ad intromettersi negli affari europei.

Per quanto riguarda gli aggiornamenti macroeconomici della giornata, meglio del previsto le vendite al dettaglio nel Regno Unito a febbraio (+2,1% m/m), ed il calo a 442 mila messo a segno dalle nuove richieste di sussidi statunitensi.
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