Forex: l'euro guadagna terreno contro il dollaro, Posen affossa la sterlina

Inviato da Luca Fiore il Mar, 13/09/2011 - 18:38
L'euro prova a recuperare terreno in attesa della conferenza di domani. La moneta unica nella seconda parte di seduta ha capitalizzato la notizia che domani il presidente francese Nicolas Sarkozy, il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il primo ministro greco George Papandreou terranno una conference call. Intanto oggi la Merkel ha anche provato ad ammorbidire le posizioni del premier finlandese Jyrki Katainen, che nella scorse settimane aveva minacciato di non partecipare al secondo pacchetto di aiuti a favore della Grecia in assenza di un collaterali a garanzia dei fondi prestati.

Nel corso della prima parte la moneta unica aveva toccato i minimi in corrispondenza del superamento di quota 400 punti base, nuovo record storico, da parte del differenziale di rendimento tra i bond italiani e quelli tedeschi. Indicazioni negative sono poi arrivate anche dai risultati dell'asta del Tesoro. Il rendimento dei Btp quinquennali è salito al 5,6%, il maggiore dall'introduzione dell'euro, ed il rapporto di copertura tra domanda e offerta si è attestato a 1,279, in netto calo rispetto all'1,93 precedente. Nel corso del pomeriggio la notizia riportata dal Financial Times relativa il presunto interesse del fondo sovrano cinese China Investment Corporation ad acquistare titoli italiani si è ridimensionata. Secondo quanto riportato da numerose agenzie i cinesi ai titoli del debito pubblico preferirebbero gli investimenti industriali.

Per acquistare un euro sono necessari 1,3704 dollari, lo 0,5% in più rispetto al dato precedente, e 105,14 yen, -0,1% rispetto a ieri. La moneta nipponica, che ieri ha toccato i minimi da 10 anni contro euro, guadagna terreno anche contro il biglietto verde e la sterlina, portando il primo incrocio a 76,84 (-0,4%) ed il secondo a 121,44 (-0,7%). Oggi il pound risulta penalizzato dalle dichiarazioni della "colomba" Adman Posen, policy maker della Banca d'Inghilterra. Posen ha ribadito l'esigenza di incrementare da 200 a 300 miliardi di sterline il piano di quantitative easing visto che l'inflazione, che ad agosto si è attestata al 4,5% (dal 4,4% precedente), "non rappresenta un problema".

"L'avversione al rischio è il sentimento dominante e sembra molto probabile che gli investitori, alla luce dell'incapacità dei leader europei di trovare una soluzione significativa ed efficace alla crisi, anche nelle prossime sedute continueranno a rifugiarsi nel dollaro a scapito dell'euro", ha dichiarato Anthony Grech, analista di IG Marekts.
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