Forex: euro di slancio sopra quota 1,51 dollari, prosegue la discesa dello yen

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L’euforia della Borsa di Tokyo sta contagiando anche le Borse europee che viaggiano in rialzo di circa un punto percentuale nella prima ora di contrattazioni. Tokyo ha messo a segno il quarto rialzo consecutivo con il Nikkei in ascesa del 3,84% sospinto dal nuovo calo dello yen, sceso ai minimi a 5 giorni su dollaro ed euro. Debolezza della valuta nipponica che ha galvanizzato soprattutto le società esportatrici. Intanto l’oro in mattinata ha aggiornato nuovamente i propri massimi storici toccando quota 1.226,56 dollari l’oncia.

Alle 09.30 il cross euro/dollaro viaggia a 1,5114 dollari. Toccato un massimo a 1,5125 dollari, non lontano dai massimi a 15 mesi toccati a novembre. Moneta unica europea in decisa ascesa anche nei confronti dello yen a 132,56 (+0,47%). Yen in calo anche nei confronti del dollaro (cross dollaro/yen a 87,71). Yen in calo per il terzo giorno consecutivo dopo la decisione della Banca del Giappone di incrementare la politica di quantitative easing e le parole del primo ministro Yukio Hatoyama, che ieri ha dichiarato che dopo il rafforzamento dello yen è stato eccessivo e insostenibile per il Paese.

Ieri il Beige Book della Federal Reserve ha rimarcato come le condizioni dell’economia americana, sono migliorate, anche se in modo modesto, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, con la debolezza del mercato del lavoro e del settore immobiliare commerciale che continuano a pesare. Nel periodo preso in esame, la Federal Reserve ha evidenziato un moderato miglioramento» dell’attività edilizia, in particolare nelle vendite delle case, e anche un moderato rialzo delle spese per consumi.

Sul fronte macro è attesa per oggi la riunione della Bce (annuncio sui tassi alle 13.45, conferenza Trichet alle 14.30) che dovrà decidere in merito ai tassi di interesse dell’Eurozona. La Banca Centrale Europea dovrebbe lasciare invariati i tassi d’interesse all’1%. Gli investitori sono interessati soprattutto alle novità che potrebbero giungere dal fronte degli interventi straordinari adottati per fronteggiare la crisi.
Invece tra i dati in arrivo nel pomeriggio dagli Usa spicca l’Ism non manifatturiero di novembre (consensus 51,5 punti, precedente 50,6 punti). L’indice, conosciuto anche come Ism servizi, si basa su un’indagine svolta tra circa 370 direttori d’acquisto statunitensi ed è una media di quattro indicatori di egual peso: l’attività economica, i nuovi ordini, l’occupazione e le consegne. Un livello di quest’indicatore inferiore a 50 segnala una contrazione dell’economia mentre un livello superiore indica una crescita.