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Forex: euro con il fiato corto, in stallo la crescita dell’Eurozona

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Riflettori del mercato puntati oggi sulle prime stime relative alla crescita dei principali Paesi dell’Eurozona nell’ultimo scorcio di 2009. Deboli le indicazioni arrivate in avvio di giornata dalla Germania, con la prima economia europea che ha frenato nell’ultimo trimestre 2009 (pil invariato), mentre l’Italia a sorpresa ha riportato una crescita negativa. Intanto sui mercati valutari l’euro cede terreno rispetto al dollaro con cross in area 1,362 dopo il dietrofront della vigilia complice la mancanza di dettagli sul salvataggio della Grecia. Dettagli che dovrebbero arrivare settimana prossima dopo il vertice tra i ministri delle Finanze Ue. Ieri il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha dichiarato che i Paesi dell’Unione si sono impegnati a offrire un supporto politico coordinato alla Grecia. Van Rompuy ha comunque rimarcato che attualmente non sussiste il bisogno di offrire supporto finanziario.

Indicazioni contrastanti dai primi dati arrivati dall’Europa stamattina. Da un lato la Francia ha riportato una crescita del pil lievemente superiore alle attese (+0,6% t/t). Positive anche le attese per il 2010 con il Ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, che ha annunciato una stima di +1,4% per l’anno in corso. Ha deluso invece il pil tedesco, invariato nell’ultimo trimestre del 2009 (attese erano per un rialzo dello 0,2%). A livello tendenziale l’economia tedesca risulta in contrazione dell’1,7%. Calo invece per l’economia italiana nel quarto trimestre 2009. La stima preliminare diffusa dall’Istat vede il pil in calo dello 0,2% t/t nel quarto trimestre 2009. Le attese erano per un rialzo dello 0,1% t/t. A livello tendenziale il pil risulta in contrazione del 2,8%.

Alle 11.00 scocca invece l’ora per la diffusione del dato sulla crescita dell’Eurozona. Le stime di consensus sono di un progresso dello 0,3% t/t dal +0,4% del trimestre precedente. Stime che sono scese nelle ultime settimane. In particolare Goldman Sachs nei giorni scorsi ha tagliato la propria stima da +0,6% a +0,3% proprio in virtù di una previsione più debole sull’andamento dell’economia tedesca.

Volgendo lo sguardo oltreoceano, ieri ha sorpreso positivamente il calo di 43 mila unità a quota 440 mila delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa. Nel pomeriggio è attesa la fiducia dei consumatori Usa elaborata dall’università del Michigan. La lettura preliminare di febbraio è stimata a 74,8 punti, in leggera crescita dai 74,4 di gennaio. Il dato risulta ancora al di sotto della media a lungo termine (89,6), evidenziando così che il recupero della spesa dei consumatori potrebbe rimanere contenuto. Alle 14.30 è in agenda anche il dato sulle vendite al dettaglio Usa, rimandato a oggi a causa delle avverse condizioni meteo degli ultimi giorni nell’Est degli Stati Uniti. Vendite al dettaglio che sono attese in crescita dello 0,3% m/m a gennaio dopo il calo dello 0,3% del mese precedente.

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