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Forex: l’euro cavalca la tenuta del Pmi tedesco, rally dell’Aussie

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Nuovo scatto dell’euro che a metà mattinata si è riportato di slancio sopra quota 1,44 dollari in scia alle buone indicazioni arrivate dall’indice Pmi manifatturiero tedesco, rimasto stabile a 52 punti ad agosto rispetto alle attese che erano di un calo a 50,6 punti. Il cross euro/dollaro si è spinto in questi minuti fino a un massimo a 1,4485 dollari. Per quanto concerne la prima lettura dei Pmi di agosto dell’eurozona, quello manifatturiero è sceso a 49,7 punti dai 50,4 punti del mese precedente (il consensus era 49,5 punti), mentre quello servizi è sceso ad agosto a 51,5 punti dai 51,6 punti del mese precedente (consensus era 50,9 punti). Alle 11 attesa la diffusione dell’indice Zew tedesco sulle aspettative economiche, visto in calo a -26 punti ad agosto dai -15,1 del mese precedente.

Tra le altre valute spicca l’ascesa del dollaro australiano che beneficia del rimbalzo dei prezzi delle commodity. Il cross AU$/US$ si è portato fino a un passo da quota 1,05 in rialzo di circa l’1% rispetto ai livelli della vigilia. Le materie prime sono sostenute oggi dalle positive indicazioni arrivate dal Pmi cinese. La stima preliminare del Pmi manifatturiero cinese elaborata da Hsbc Holdings è stata di 49,8 punti dai 48,9 del mese precedente quando aveva toccato i minimi a 28 mesi. Il dato ufficiale del Pmi manifatturiero sarà diffuso da Pechino il prossimo 1 settembre.

In ascesa anche il dollaro neozelandese. Il bollettino trimestrale diffuso oggi dalla Reserve Bank of New Zealand evidenzia come le stime di inflazione siano scese a +2,9% dal +3,1% della precedente previsione. Per quanto concerne la crescita economica, il pil neozelandese è visto in progresso del 2,9%, sopra il +2,1% del precedente sondaggio.

Poco mosso il cross dollaro/yen a quota 76,6 yen. Il mercato è in attesa di un intervento da parte del governo e della banca centrale per contrastare l’eccessivo apprezzamento dello yen. Masaaki Shirakawa, governatore della Bank of Japan, ha dichiarato oggi che l’istituto è sempre pronto a prendere “drastiche e aggressive” decisioni di politica monetaria volte a supportare l’economia. “L’apprezzamento dello yen – ha aggiunto Shirakawa – può avere un grande impatto negativo sull’economia giapponese frenando le esportazioni, i ricavi aziendali e la fiducia delle imprese.

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