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Forex: euro anche oggi in affanno, cross a cavallo di 1,37 $

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Prosegue il movimento ribassista dell’euro scivolato in mattinata sotto quota 1,37 dollari. Dai massimi a un mese toccati nella prima parte della giornata di ieri, la divisa unica europea ha perso 2 figure complici soprattutto le dichiarazioni arrivate ieri dalla Germania che hanno smorzato gli entusiasmi su una veloce risoluzione della crisi del debito. “Rimaniamo ribassisti sull’Eurodollaro, a cui rinunceremo solo in caso di rottura confermata dell’area di resistenza 1,395-1,41 dollari”, rimarca l’outlook settimanale di JW Partners.

Ieri Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze tedesco, ha dichiarato che la soluzione definitiva della crisi europea non arriverà dal prossimo summit Ue del 23 ottobre. Parole confermate da un portavoce della cancelliera Merkel. Inoltre ieri sera Moody’s ha messo sotto esame l’outlook sul rating sovrano AAA della Francia, che potrebbe essere ridotto a negativo da stabile. “Il deterioramento dei parametri di debito e le nuove potenziali passività che potrebbero emergere stanno esercitando forti pressioni sull’attuale outlook stabile del rating”, ha spiegato l’agenzia.

Dal fronte macro oggi dalla Cina sono arrivate indicazioni confortanti con l’economia del Paese che ha rallentato nel terzo trimestre mantenendo comunque un sostenuto ritmo di crescita. Il prodotto interno lordo dell’ex Celeste Impero ha evidenziato una crescita su base annua pari al 9,1%. Si è trattato della più modesta crescita dal secondo trimestre 2009. Gli economisti avevano stimato una crescita pari al 9,3%.

L’agenda odierna vede in primo piano l’uscita dell’indice Zew tedesco di ottobre (consensus -45 punti dai -43,3 del mese precedente). Nel pomeriggio atteso il discorso che il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, terrà a Boston alle 18.30.

Oltremanica importanti responsi in arrivo dall’inflazione che a settembre dovrebbe avvicinarsi alla soglia del 5% indicata dalla Bank of England come picco di periodo che verrà raggiunto in questi mesi per poi rientrare. Il consensus vece l’indice prezzi al consumo in salita del 4,9% tendenziale rispetto al +4,5% di agosto. Si tratterebbe dei nuovi massimi a 3 anni.