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Forex: euro alla finestra, l’aussie tocca minimi dal 25 gennaio dopo debole Pil

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Euro poco sopra i minimi a tre settimane sul dollaro toccati alla vigilia con cross in area 1,314 dollari. Riflettori puntati sulla Grecia con l’avvicinarsi della scadenza di domani per aderire allo swap del debito da parte degli investitori privati. Restano alti i timori di adesioni inferiori al quantitativo necessario per evitare il default. In tal senso a sorpresa cinque fondi pensione greci, che detengono 2 m,ld di bond pari all’1% circa dei 200 mld complessivi coinvolti nel Psi, hanno rifiutato l’accordo sullo swap.
I mercati poi, rimarca Michael Hewson di CMC Markets, non hanno tratto beneficio dal rapporto dell’IIF secondo il quale il default della Grecia e l’uscita dall’euro potrebbero costare fino a 1.000 miliari di euro.

Ieri la giornata è stata caratterizzata da un generalizzato ritorno dell’avversione al rischio con fitti acquisti sul dollaro Usa e sullo yen. “Ci attendiamo che anche al di là del breve termine il dollaro registri quest’anno una performance migliore rispetto all’anno scorso”, rimarca la nota odierna di Intesa Sanpaolo che invece vede l’attuale contesto (incertezza sul fronte greco e riunione BCE di domani) favorevole a un ulteriore indebolimento dell’euro.

Tra le commodity currencies il dollaro australiano ha toccato i minimi dallo scorso 25 gennaio rispetto al dollaro Usa poco sopra la soglia di 1,05 complice, oltre al calo dell’appetito per il rischio sui mercati, ai deboli riscontri dall’economia australiana. Il Pil nel quarto trimestre 2011 è salito ad un tasso pari allo 0,4% su base trimestrale rispetto alla crescita pari allo 0,8% evidenziata nel trimestre precedente (dato rivisto al ribasso dal Bureau of Statistics australiano). Gli analisti stimavano per l’ultimo trimestre del 2011 una crescita doppia alla rilevazione annunciata oggi pari allo 0,8%.