Forex: euro ai minimi a 3 settimane, pil Giappone non scalda lo yen

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Movimento ribassista dell’euro nell’incipit della nuova settimana. Il cross euro/dollaro si è portato sotto quota 1,35 dollari, sui minimi delle ultime 3 settimane. Alle 11.33 il cross viaggia sui minimi di giornata a 1,3458 dollari. La moneta unica europea paga la speculazione in attesa della riunione odierna dell’Eurogruppo. I Ministri delle Finanze europei discuteranno sulla riforma del patto di stabilità. In particolare si temono ampie divergenze circa la fissazione dei obiettivi di riduzione del debito.

“Grecia e Italia si sono già opposte a proposte relative alla riduzione numerica del target – rimarca oggi il Forex Morning Comment a cura di Michael Hewson, analista di CMC Markets – sollevando nuovamente la prospettiva che i leader europei ancora non riusciranno a trovare un accordo condiviso sul modo migliore per affrontare i problemi di debito.

La lettura migliore delle attese del pil giapponese non scalda lo yen che dopo un primo apprezzamento sul dollaro si è riportato sulla parità ($/Y in calo dello 0,08% a 83,37 yen) . La lettura del pil nel quarto trimestre 2010 (-0,3% rispetto al trimestre precedente e 1,1 per cento annualizzato), è risultata migliore delle attese che erano di un calo dello 0,5 per cento trimestrale e del 2% annualizzato. Crescita negativa dovuta al rallentamento delle esportazioni e alla riduzione dei programmi di stimolo del governo. Da Tokyo hanno confermato il sorpasso dell’economia cinese ai danni di quella nipponica come seconda potenza economica mondiale. Domani è attesa la decisione sui tassi da parte della Bank of Japan che dovrebbe mantenere inalterato il livello nel range 0-0,10%.

Sui mercati il tema dominante di questa settimana dovrebbe rimanere quello dell’inflazione. Dopo i rialzi dei tassi decretati settimana scorsa da Cina, India e Brasile, domani è atteso l’importante riscontro circa l’andamento dell’inflazione cinese. Nel primo mese del 2011 è atteso un balzo ai massimi dal luglio 2008 al 5,3 per cento dal 4,6% di dicembre. Nella giornata di oggi la speculazione punta però a un surriscaldamento minore dei prezzi con un possibile rialzo limitato al 4,9% annuo a gennaio, ben al di sotto delle previsioni. Questa settimana dati di gennaio sull’inflazione anche per Regno Unito e Stati Uniti. In agenda anche l’inflation report della Bank of England.