Forex: euro ai minimi a 11 mesi, resiste a fatica la soglia di 1,30 $

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 14/12/2011 - 10:38
Si è formata, per il momento, poco sopra la soglia di 1,30 dollari l'ondata ribassista che ha colpito l'euro negli ultimi giorni. La divisa europea ha toccato questa mattina un minimo a 1,3005 rispetto al dollaro per poi risollevarsi fino a 1,3042. Euro ha toccato anche i minimi a 9 mesi rispetto alla sterlina. "L'1,3 rappresenta un supporto molto difficile da abbattere - rimarca la nota odierna sul Forex di Intesa Sanpaolo - ma le condizioni per romperlo parrebbero esserci, sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista fondamentale".

L'euro infatti era già sceso molto ieri anche prima del FOMC con il mancato accenno a nuove misure di stimolo all'economia Usa che ha contribuito a un ulteriore rafforzamento del dollaro. "Il cambio sta ancora risentendo dell'incertezza sugli sviluppi della crisi dell'area euro - aggiungono da Intesa Sanpaolo - e in assenza di novità che offrano spunti favorevoli, la moneta unica potrebbe quindi scendere ulteriormente rompendo l'1,30".

Lo statement di ieri sera del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve, ha sottolineato nuovamente i significativi rischi al ribasso per l'outlook economico dovuti alle tensioni sui mercati finanziari globali. La Fed ritiene comunque che la crescita economica Usa si manterrà moderata nei prossimi trimestri. La banca centrale ha evidenziato come le ultime indicazioni evidenziano un miglioramento nelle condizioni generali del mercato del lavoro Usa, anche se il tasso di disoccupazione rimane elevato. Accenno anche al'inflazione, con le pressioni sui prezzi che si sono allentate.

La Fed non ha fornito aperture verso l'adozione futura di un QE3 comportando un rafforzamento del dollaro contro tutte le valute. "La Fed - commenta Intesa Sanpaolo - sembra aver bisogno di un altro po' di tempo, uno/due mesi al massimo, per capire se l'economia abbia già imboccato un sentiero positivo o se non l'abbia ancora fatto e si renda quindi necessaria una spinta da parte della politica monetaria".
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