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Forex: l’euro ai massimi da 5 mesi contro il franco svizzero

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L’euro ritraccia leggermente ma si conferma tonico. Nonostante nella seconda parte si sia allontanata dai massimi toccati poco prima dell’apertura di Wall Street, seduta di guadagni per la moneta unica. Secondo indiscrezioni riportate dal Guardian, Francia e Germania avrebbero raggiunto un accordo per portare il fondo salva-Stati a 2 mila miliardi di euro. In questo momento per acquistare un euro sono necessari 1,3782 dollari e 105,82 yen, lo 0,4% in più, in entrambi i casi, rispetto al dato precedente.

L’euro quota decisamente tonico anche contro il franco svizzero, con il cross che si attesta a 1,2424 dopo aver toccato un massimo a 1,2472 franchi, il livello maggiore degli ultimi 5 mesi. L’indebolimento della moneta rossocrociata è attribuibile al ritorno delle voci relative l’intenzione della Swiss National Bank di alzare il livello minimo del cross fissato lo scorso 6 settembre a 1,2 franchi.

Si rafforza anche la sterlina nel giorno della pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del Comitato di Politica monetaria, quella in cui è stato deciso di incrementare il piano di allentamento quantitativo da 200 a 275 mld di sterline. Per acquistare un euro sono necessari 0,8719 sterline, lo 0,3% in meno rispetto al dato precedente, mentre il cable, il cambio sterlina/dollaro, sale dello 0,7% a 1,5804.

“La sterlina si è rapidamente scrollata di dosso il rapporto dovish -ha rilevato Christopher Beauchamp nel Forex Focus di oggi- ed ha guadagnato terreno in considerazione del fatto che una soluzione alla crisi della Zona Euro sarà presentata al vertice europeo in calendario per questo fine settimana”.

Dalla minute è emerso che l’incremento del piano di quantitative easing da parte della Bank of England è stato votato all’unanimità e che “l’entità del programma di acquisto di asset potrà essere rivista se ci sarà evidenza che gli effetti sull’economia saranno differenti rispetto a quelli passati”. Relativamente alle prospettive di crescita economica, i verbali stimano un dato vicino allo zero nel quarto trimestre dell’anno. Non destano eccessive preoccupazioni i prezzi, con l’inflazione vista scendere repentinamente nel corso del 2012.

In agenda macro l’inflazione statunitense, salita il mese scorso dello 0,3%, il dato minore degli ultimi 3 mesi. Sotto le attese il dato “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, in crescita dello 0,1%. Si tratta del dato minore dallo scorso marzo ed è attribuibile al calo dei prezzi dell’abbigliamento e dei veicoli usati. Arrivati anche gli aggiornamenti relativi i nuovi cantieri residenziali, cresciuti più delle attese a 658 mila, ed i permessi edilizi, scesi a 594 mila.

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