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Forex: euro aggiorna minimi da inizio luglio 2010, Pmi cinese deprime l’aussie

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Nuovo minimo a quasi due anni per l’euro/dollaro. Stamattina il cross è sceso fino a registrare un minimo a 1,2311 per poi attestarsi agli 1,232 attuali. Rimane elevata la preoccupazione sul futuro della Grecia e sui crescenti timori per il comparto bancario spagnolo. Ieri il governatore Draghi ha auspicato un’unione bancaria a livello europeo. Lo stesso Fondo Monetario starebbe preparando un piano di emergenza per la Spagna: anche se sono arrivate smentite ufficiali non è da escludere che Madrid possa essere costretta a chiedere aiuto al Fmi.
“L’Eurodollaro potrebbe scivolare anche a 1,19 entro un mese qualora Grecia e Spagna continuassero a produrre notizie negative e il Fondo Monetario Internazionale non si adoperasse al salvataggio delle banche spagnole – commentano oggi gli analisti di CMC Markets che ritengono il Dollaro Usa rimane il pick preferito di chi cerca un porto sicuro.
Tensioni che oggi hanno portato a nuovi cali dei rendimenti dei titoli governativi dei principali Paesi percepiti come porto sicuro nell’attuale contesto di crisi. Il rendimento dei Treasury statunitensi con scadenza a 10 anni ha toccato i nuovi minimi sotto quota 1,53%. Minimi assoluti anche per il Bund decennale sceso all’1,155% e il Gilt a 10 anni britannico, per la prima volta sotto la soglia dell’1,5%.
Oggi sui mercati tengono banco anche le deboli indicazioni arrivate da Pechino. La lettura di maggio dell’indice PMI manifatturiero ha evidenziato un valore pari a quota 50,4 punti, quasi 3 punti sotto i 53,5 punti di aprile. Il risultato è peggiore delle stime degli analisti che si attendevano valori in area 51,5 punti. L’indice si è così avvicinato a quota 50 punti, il livello che distingue l’espansione dalla contrazione economica. Rallentamento della Cina che si ripercuote principalmente sulle commodity currency con il dollaro australiano che ha perso mezza figura in coincidenza con l’uscita del Pmi cinese.

“Cina ed Europa continuano a peggiorare e probabilmente questo pomeriggio potremmo assistere a un rallentamento anche negli Usa. Dopo i dati macro di ieri pomeriggio non ci attendiamo particolari sorprese positive per i non farm payrolls”, sottolinea Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italy. Il consensus Bloomberg vede le non farm payrolls con un saldo positivo di 150 mila unità a maggio dopo le +115 mila di aprile.