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Forex: l’euro accelera al ribasso sotto quota 1,45 $, forti acquisti su yen e kiwi

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Nonostante le parole di ieri di Trichet abbiano sostanzialmente confermato che a luglio la Banca centrale europea incrementerà il costo del denaro all’1,5%, la moneta unica si avvia a chiudere un’ottava negativa proprio in virtù del terreno perso ieri. Anche oggi il cross euro/dollaro viaggia in calo a 1,4446 (-0,62%).

Il mercato ha colto nelle parole di ieri di Jean-Claude Trichet una frenata sulle prospettive di rialzi nel medio termine. “Trichet – rimarcano oggi gli esperti di Fxcm – ha cercato di smorzare leggermente i toni delle dichiarazioni dicendo che comunque la BCE non si impegna mai in anticipo per quanto riguarda le mosse sui tassi, il che assume molta più importanza in ottica di medio periodo rispetto al breve”.

Tra le altre valute oggi si assiste a un forte recupero dello yen complici i timori di un rallentamento della crescita economica globale che hanno pesato negli ultimi giorni sui mercati azionari. La valuta nipponica sale dell’1% rispetto all’euro e dello 0,37% rispetto al dollaro Us. In evidenza anche il dollaro neozelandese in scia al balzo delle importazioni in Cina a maggio che rafforza le prospettive di crescita delle domanda da parte del gigante asiatico.

A maggio il surplus commerciale cinese è salito a 13,05 miliari di dollari dagli 11,4 miliardi di aprile. Il dato è inferiore alle stime degli analisti che erano pari a 18,4 miliardi. A sorprendere è stata principalmente l’accelerazione delle importazioni che segnala la forza della domanda cinese: fattore in grado di supportare la crescita globale e che aumenta le pressioni per ulteriori rialzi dei tassi da parte di Pechino. Le importazioni a maggio risultano salite del 28,4% annuo dal 21,8% di aprile. Gli analisti si attendevano un +22%. Il ritmo di crescita delle esportazioni è invece diminuito a +19,4% dal +29,9% di aprile.

Dall’Asia è arrivato anche il rialzo dei tassi in Corea del Sud. La banca centrale della Corea del Sud ha alzato nella notte i tassi di riferimento del Paese di un quarto di punto percentuale alzandolo al 3,25%. Si tratta del terzo rialzo quest’anno ed è volto a contrastare l’ascesa delle pressioni inflattive. L’inflazione che a maggio si è attestata al 4,1%, contro il target indicato dalla Banca centrale tra il 2 e il 4%.

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