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Forex: Draghi spinge l’euro, la Rba conferma il costo del denaro

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Gli operatori snobbano Moody’s e spingono al rialzo la moneta unica. Segno più per l’euro che nonostante Moody’s abbia rivisto al ribasso l’outlook sull’Unione Europea guadagna terreno contro dollaro e yen. Nel primo caso oggi il cross si è spinto fino a quota 1,2627 dollari, il livello massimo da lunedì’ scorso, mentre il cambio con la divisa nipponica è tornato a superare quota 99 yen.

Secondo Vincenzo Longo, Market Strategist di IG Markets Italia, il primo incrocio “rimane impostato per una prosecuzione del rialzo di ieri verso la resistenza a 1,2650. Nel caso di una correzione il supporto rimane a 1,2560, livello dove ha sostato ieri per gran parte della mattinata”. Nel secondo caso invece la resistenza 99-99,20 “si sta mostrando particolarmente ostica e una mancata rottura potrebbe riportare incertezza con pull back sino a 97,90”.

La divisa di Eurolandia sta beneficiando della disponibilità del n.1 dell’Eurotower, Mario Draghi, a sostenere la periferia di Eurolandia. Ieri il chairman della Bce nel corso di un’audizione a porte chiuse al Parlamento europeo ha ribadito che l’Istituto centrale nel suo nuovo Securities Markets Programme potrebbe comprare titoli di Stato fino a 3 anni. La misura è destinata a ripristinare il buon funzionamento della politica monetaria europea ed agendo sulla parte breve della curva l’intervento non rappresenterebbe una monetizzazione del debito.

Tra le valute, in evidenza anche il dollaro australiano nel giorno in cui la Banca centrale (Rba, Reserve Bank of Australia), come da attese, ha confermato il costo del denaro al 3,5%. Il cambio con il biglietto verde dopo aver toccato un minimo a 1,0222 in questo momento quota 1,0256 dollari Usa.

“Per fortuna -si legge nella nota odierna preparata dagli analisti di Fxcm- che il cambio AudUsd si è fermato su 1.022, dato che come si evince da un grafico con candele a 4 ore o giornaliero il livello toccato e non superato rappresentava il primo dei livelli di ritracciamento di Fibonacci del movimento compreso fra giugno e inizio agosto. Una rottura del minimo vorrebbe dire continuazione della tendenza negativa evidenziata nell’ultimo mese. Per oggi sarà importante anche 1.0290, in grado di spingere ancora più su il dollaro australiano, in ottica sempre di breve”.

Nel corso del pomeriggio appuntamento con il dato definitivo relativo il Pmi manifatturiero di agosto, gli analisti si attendono una conferma dei 51,9 punti del preliminare, con l’Ism, pronosticato in miglioramento da 49,8 a 50 punti, e con le spese per costruzioni, attese in rialzo dello 0,4% m/m a luglio.

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