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Forex: da Draghi poche sorprese, per nuovi rialzi dell’euro serve inflazione più alta (analisti) 

Poche sorprese dalla conferenza di Draghi con la Bce che si mantiene molto accomodante nonostante la lieve modifica alla forward guidance. Per un sostegno al trend rialzista dell’euro servirà nei …

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Taglio delle stime di inflazione, dettato dal calo del petrolio, e modifica alla forward guidance. La Bce ha sostanzialmente mantenuto le attese della vigilia confermando comunque l’impostazione di fondo molto accomodante. I tassi sono attesi rimanere ai minimi storici ancora a lungo e di tapering ancora non si è discusso. “Le osservazioni di oggi del presidente della BCE, Mario Draghi, hanno destato poche sorprese – commenta Timothy Graf, responsabile della strategia macro di State Street Global Markets – . Il trend dei dati europei è stato chiaramente positivo quest’anno e dovrebbe sostenere la moneta unica e gli asset rischiosi europei nella seconda metà del 2017. Tuttavia, con i tassi d’inflazione nominale che stanno invertendo la rotta e l’inflazione core ancora modesta, la Banca Centrale non ha fretta di modificare la propria posizione accomodante”. Gli annunci odierni soddisfano in gran parte le aspettative e a detta dello strategist di State Street la recente forza dell’euro riuscirà probabilmente ad essere mantenuta. “Tuttavia – precisa Graf – dato che la tendenza al rialzo dell’euro incorporata nel consensus nelle ultime settimane, è probabile che sia necessario tornare verso un’inflazione più elevata per accrescere i guadagni”.

Nella riunione odierna, tenutasi a Tallinn, la Banca centrale europea (Bce) ha confermato a zero il livello del repo rate e a -0,40% quello del tasso sui depositi. Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo. Confermato il ritmo mensile di 60 miliardi di euro di acquisti di asset, sino alla fine di dicembre 2017.

Le nuove stime di inflazione della Bce sono di +1,5% per quest’anno dal +1,7% indicato in precedenza, +1,3% per il 2018 (da +1,6%) e +1,6% da +1,7% per il 2019.