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Forex: Draghi agita lo spettro del QE e l’eurodollaro scende a 1,37

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Quantitative Easing. Sono bastate due parole per spingere al ribasso l’euro. A pronunciarle è stato Mario Draghi nel corso della conferenza stampa che si tiene al termine delle riunioni del board. Fermo allo 0,25% il costo del denaro e, almeno per ora, nessuna nuova misura di stimolo.

Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il chairman ha confermato che l’Eurotower non è concentrata sui singoli dati ma sulle aspettative di inflazione. “Anche se più bassi delle stime, i dati sull’inflazione di marzo non cambiano il nostro outlook – ha spiegato Draghi – e dunque le nostre posizioni”. Nei prossimi mesi l’inflazione è stimata a livelli bassi (anche se aprile dovrebbe registrare un sussulto grazie all’effetto delle festività pasquali), tornerà a crescere gradualmente nel corso del 2015 e si avvicinerà alla soglia del 2% nel 2016.

“Siamo pronti ad agire qualora la situazione macro si allontanasse dalle nostre aspettative e qualora ci fosse un forte squilibrio sui tassi di cambio”, ha dichiarato Draghi. Fra i vari strumenti non convenzionali Draghi ha tenuto a precisare che rientra anche il quantitative easing. “Abbiamo parlato di tassi di interesse più bassi, di un taglio del tasso sui depositi overnight, di un prolungamento dei finanziamenti a tasso fisso e anche di quantitative easing”.

Le parole di Draghi hanno spinto il cambio con il biglietto verde sotto quota 1,37 a 1,3697 dollari e l’incrocio con la divisa nipponica a 142,29 yen. Nel caso dell’eurodollaro, “una rottura di 1,3694 (minimo del 28 febbraio) favorirebbe l’approdo a 1,3685 (massimo della nuvola giornaliera) e a 1,3467 (fondo della nuvola)”, rileva Pablo Piovano di FXStreet. “Al rialzo -continua l’esperto- l’ostacolo iniziale è fissato a 1,3820 (massimo del 2 aprile), 1,3827 (massimo del 26 marzo) e infine a 1,3828 (media mobile a 21 giorni)”.

In attesa delle indicazioni relative l’andamento del mercato del lavoro statunitense a marzo, dollaroyen si conferma ai massimi da due mesi di poco sotto quota 104 (103,94¥) mentre il cable, l’incrocio tra la sterlina e il greenback, arretra a 1,6583.

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