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Forex: downgrade su Spagna deprime l’euro, anche l’Aussie in discesa libera

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Il calo a sorpresa del numero delle persone occupate in Australia pesa oggi sul dollaro australiano in forte calo sui mercati valutari. Il cosiddetto Aussie paga anche la debole bilancia commerciale cinese che ha appesantito il comparto minerario. Il cross dollaro Us/ dollaro Au è salito fino a 0,9978 per poi attestarsi a 0,9954.

A febbraio in Australia sono stati bruciati 10.100 posti di lavoro rispetto al mese precedente, si tratta del primo calo degli ultimi 18 mesi. Il consensus Bloomberg era di un progresso di 20mila unità. A gennaio il progresso era stato di 24mila unità. In netto calo soprattutto gli occupati part-time (-57.700), mentre quelli a tempo pieno sono saliti di 47.600 unità. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 5%.

Tra le altre valute oggi si conferma la debolezza dell’euro in calo per il quarto giorno consecutivo. Il cross euro/dollaro ha toccato un minimo a a 1,3806 dollari (-0,94%) in scia al downgrade sulla Spagna decretato oggi da Moody’s. Il rating è stato tagliato a Aa2 dal precedente Aa1, con outlook negativo. Moody’s ritiene che l’economia spagnola è avviata verso una crescita moderata nel medio-lungo periodo con il governo di Madrid che dovrà fare i conti con la delicata situazione delle finanze pubbliche. Per quanto concerne il settore bancario, Moody’s stima in circa 40-50 miliardi di euro il probabile costo complessivo da sostenere per la ristrutturazione del settore bancario. Ammontare decisamente superiore ai 20 mld indicati dal governo.

Infine riflettori puntati sulla sterlina in attesa dell’annuncio sui tassi della Bank of England. E’ atteso un nulla di fatto da parte della BoE sia a livello di tassi (fermi allo 0,5%) che di quantitative easing che dovrebbe rimanere pari a 200 mld di sterline. Nella scorsa riunione erano saliti a 3 i membri della Bank of England favorevoli a un aumento dei tassi di interesse. “A causa di dati economici contrastanti, la Bank of England probabilmente aspetterà di vedere i dati sul Pil del primo trimestre 2011 prima di decidere se alzare i tassi di interesse”, rimarca oggi Michael Hewson, analista di CMC Markets.