Forex: dollaro/yen di slancio sopra quota 80, indici Pmi non sostengono l'euro

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 22/02/2012 - 10:56
Prosegue il deciso movimento al rialzo del dollaro/yen. Il cross si è portato oggi di slancio sopra quota 80 yen toccando un picco a 80,30, livelli che non vedeva dallo scorso luglio. Da inizio mese la valuta nipponica si è deprezzata di 5 punti percentuali rispetto al biglietto verde. Settimana scorsa la Bank of Japan a sorpresa ha aumentato il piano di allentamento quantitativo alzando di 10 mila milairdi di yen l'entità degli acquisti programmati di asset. L'Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo sottolinea come l'inversione ribassista dello yen si può considerare avviata. "Al momento non rivediamo verso il basso il profilo successivo dello yen perché un eventuale QE3 da parte della Fed potrebbe rallentare il deprezzamento della valuta nipponica - commenta Asmara Jamaleh, economista di Intesa Sanpaolo sui mercati valutari, che ha portanto proprio a quota 80 il target a un mese rispetto ai 79 indicati in precedenza.

Discesa dello yen che ha portato anche il cross euro/yen a toccare i massimi a 3 mesi sopra quota 106 yen. L'euro che invece si muove poco sotto la parità rispetto al dollaro a 1,3235 dollari. Divisa europea che ha rallentato dopo la diffusione delle letture preliminari degli indici Pmi manifatturieri preliminari di febbraio. In particolare quello tedesco è sceso a sorpresa a 50,1 punti dai 51 del mese precedente (consensus era 51,5). IN lieve rialzo quello dell'intera eurozona a 49 punti dai 48,8 di gennaio. Le attese erano per un rialzo a 49,5 punti.

"Il sollievo per l'approvazione del secondo piano di salvataggio per la Grecia è temperato dalla consapevolezza che il problema non è archiviato - rimarca oggi Michael Hewson, senior market analyst di CMC Markets - e lo scetticismo sul successo del piano è elevato anche in vista delle elezioni in Grecia in aprile. Restano i nodi dell'impegno del Fmi, del coinvolgimento dei creditori privati (PSI) e del ruolo della Bce e delle banche centrali nella gestione del debito greco".
COMMENTA LA NOTIZIA