Forex: il dollaroyen ai minimi storici, l'incubo double-dip sotto i riflettori

Inviato da Luca Fiore il Ven, 19/08/2011 - 18:17
Nuovo record dal dopoguerra per il cambio dollaroyen. L'incubo recessione continua a condizionare l'andamento dei mercati e sul valutario il clima di avversione al rischio sta favorendo gli acquisti di yen e franchi, generalmente considerate le valute rifugio per eccellenza.

Dopo i 76,25 yen che a marzo avevano fatto scattare l'intervento coordinato, oggi il cross è sceso sotto quota 76 toccando un nuovo minimo storico a 75,94 yen. Questo nonostante il Ministro delle Finanze nipponico Yoshihiko Noda abbia annunciato un nuovo intervento "a sorpresa" sul valutario.

"Finora l'intervento della BoJ -rileva Anthony Grech, analista di IG Markets- non è riuscito a fermare il rafforzamento dello yen, la cui ascesa sta cominciando ad avere un impatto sull'economia del Paese". Nonostante a questo punto l'ipotesi di un intervento da parte delle autorità giapponesi sia sempre più probabile "dubito che una mossa del genere possa contrastare il rafforzamento della valuta nipponica", ha dichiarato Grech.

Arretra con decisione anche l'incrocio con il franco svizzero, che con un rosso di 1 punto percentuale si porta a 0,7867. Più che dalla forza intrinseca delle due valute, ed a dispetto degli interventi delle rispettive autorità per allentare la tensione, i cross sono spinti al ribasso dalle indicazioni in arrivo dagli Stati Uniti.

Dopo Morgan Stanley, che ieri aveva annunciato di aver tagliato le stime sulla crescita globale nel biennio 2011-12 al 3,9% ed al 3,8% (dal 4,2 e dal 4,5% rispettivamente), oggi è stata la volta di JP Morgan e di Citigroup. La prima nel definire il rischio di recessione "chiaramente elevato" ha ridotto la stima per la crescita degli Stati Uniti nel quarto trimestre dal 2,5% all'1%, mentre nel primo trimestre 2012 il Pil dovrebbe crescere dello 0,5% (dal +1,5%).

Secondo Citigroup il Pil Usa 2011 crescerà dell'1,6%, dall'1,7% precedente mentre il dato relativo il 2012 scende dal +2,7% al +2,1%. Si unisce al coro anche la Cina, che secondo Deutsche Bank risentirà del "rallentamento e dell'eventuale recessione in Europa e Stati Uniti". Nei prossimi trimestri, secondo Deutsche Bank, l'avanzata del Pil potrebbe rallentare al 7% annuo mentre il dato complessivo per il 2011 è visto all'8,9% dal 9,1% precedente. In calo anche la stima 2012, che dall'8,6 scende all'8,3%.
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