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Forex: dollaro e yen sugli scudi, sale l’avversione al rischio

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La crisi del debito continua a tenere banco e gli operatori preferiscono gli asset a basso rischio. L’intensificarsi della crisi del debito nel Vecchio continente ed il mancato accordo tra democratici e repubblicani per ridurre il deficit statunitense spingono gli operatori a cercare riparo nelle c.d. valute rifugio (dollaro e yen in primis).

In Europa sotto i riflettori c’è la questione della tripla A francese. Moody’s ha fatto sapere che l’aumento dei tassi dei titoli di stato ed un deterioramento delle prospettive di crescita potrebbero portare ad un taglio del massimo giudizio assegnato dall’Agenzia. Ovviamente l’annuncio ha spinto al rialzo lo spread con i titoli tedeschi che nel corso della prima parte ha toccato un massimo a 172 punti base.

Situazione decisamente più grave per Italia e Spagna. Nel nostro Paese si attendono le prime mosse del governo Monti mentre nel Paese iberico Mariano Rajoy ha stravinto le elezioni. Nel primo caso il differenziale di rendimento con il benchmark tedesco sale del 2,2% a 478 mentre nel secondo guadagna il 6,3% a 469 punti base.

L’eurodollaro e l’euroyen quotano in calo di circa mezzo punto percentuale a 1,3468 ed a 103,6 yen. “Il forte legame – si legge nell’analisi odierna di Fxcm – tra eurodollaro ed EurJpy continua ad essere valido. Troviamo un supporto dinamico indicato dalla trendline, a 103,60, mentre come livello di resistenza possiamo utilizzare la media mobile a 100 periodi, su grafico orario, che con grande precisione ha arrestato la corsa vista venerdì.”

Massimi da un mese per il cable, il cambio sterlina/dollaro, che in questo momento arretra di 1 punto percentuale a 1,5621, mentre il dollar index, l’indice che misura l’andamento del biglietto verde nei confronti di un basket di valute, quota ai massimi sei settimane a 78,4.

Per quanto riguarda le indicazioni macro in arrivo da Oltreoceano, l’indice Cfnai, quello che misura l´andamento dell´attività economica nell´area di Chicago, ad ottobre si è attestato a -0,13 punti, dai -0,2 punti precedenti, mentre le vendite case esistenti sono salite a 4,97 milioni, al di sopra delle 4,9 milioni pronosticate dagli analisti.