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Forex: dollaro e yen sugli scudi

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Il risk-off continua a penalizzare la moneta unica. Le tensioni in Grecia e Spagna e le indicazioni macro peggiori delle attese arrivate dagli Stati Uniti spingono al ribasso gli asset considerati più rischiosi. Ieri Fitch ha declassato il debito ellenico a “CCC” mentre Moody’s ha tagliato il giudizio su 16 banche spagnole. Da Madrid il governo ha dovuto smentire la fuga di capitali da Bankia, il quarto istituto del Paese recentemente nazionalizzato. Questa mattina i credit default swap sul debito spagnolo, le assicurazioni contro il fallimento del Paese iberico, hanno toccato un nuovo record storico in quota 562 punti base.

Sotto i riflettori ci sono quindi gli asset rifugio. In prima fila troviamo il biglietto verde, con il dollar index in quota 81,54 punti, +0,2% rispetto al dato precedente. L’indicatore si avvia verso gli 81,78 punti toccati a gennaio, il livello massimo dal settembre 2010. Il cambio eurodollaro scende invece dello 0,3% a 1,2694. Il prossimo obiettivo ribassista è fissato a 1,2625, il minimo dal 16 gennaio, che se oltrepassato porterebbe il cross a livelli che non si vedevano dall’agosto 2010.

In evidenza anche la moneta nipponica, favorita dalle indicazioni macro arrivate ieri dagli Stati Uniti. La scorsa settimana le nuove richieste di sussidio si sono confermate in quota 370 mila unità, l’indice redatto dalla Fed di Philadelfia ha evidenziato un calo a -5,8 punti (consenso 10 punti) ed il superindice è sceso dello 0,1%. Il cambio usdjpy scambia ai minimi da tre mesi a 79,29 (-1,3%) mentre l’incrocio con l’euro perde l’1,6% portandosi a 100,63, il livello più basso dal 7 febbraio.

Jun Azumi, il Ministro delle Finanze nipponico, ha già fatto sapere che “se necessario, saranno prese misure appropriate” per combattere la speculazione. Il livello da tenere d’occhio sono i 78 yen contro dollaro, la soglia che a novembre 2011 ha fatto scattare l’intervento delle autorità nipponiche.

“In un contesto così negativo -si legge nella nota diffusa oggi dagli analisti di FXCM- tuttavia emergono forti due voci nettamente positive. La prima arriva dal FMI che ritiene che la Banca Centrale Europea possa intraprendere azioni per ridurre ulteriormente i tassi. La seconda è quella del ministro delle Finanze Tedesco Wolfgang Schaueble che sostiene un’idea condivisa da molti, secondo il quale la Ue debba trasformarsi in un’unione politica”.