Forex: il dollaro Usa riparte grazie a Pil cinese e dichiarazioni Rosengren

Inviato da Alessandro Piu il Mar, 21/10/2014 - 12:35

Il Pil interno lordo cinese è cresciuto del 7,3% nel terzo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E' un dato positivo o negativo? Tutte e due le cose. E' positivo perché le attese erano per una crescita del 7,2%, ma è negativo perché prosegue il rallentamento della Repubblica Popolare. Nel secondo trimestre la Cina era cresciuta del 7,5%. I mercati sembra che abbiano scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno. Per esempio sul mercato delle valute la lettura del Pil cinese si è tradotta in un indebolimento del dollaro non solo nei confronti delle commodity currencies, come dollaro australiano e dollaro neozelandese, ma anche di euro e yen. Sul dollaro pesa inoltre il sentiment del mercato sull'atteggiamento della Fed che, si pensa o si spera, sia più attendista. 

Sull'argomento da segnalare le parole del presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, il quale ha dichiarato che la Federal Reserve proseguirà sulla strada già tracciata: tapering e basso livello dei tassi di interesse. "Considerando che Rosengren è un membro votante del Comitato di politica monetaria della Fed ed è annoverato tra le 'colombe' appare difficile puntare su un ritardo nel rialzo dei tassi di interesse o sull'avvio di un Qe4" è il commento di Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets UK. Nel frattempo da monitorare domani il dato sull'inflazione Usa nel mese di settembre. Le attese sono per una discesa all'1,6% del dato headline da 1,7% precedente e per una salita a 1,8% del dato core da 1,7% precedente

Pertanto il dollaro potrebbe recuperare le posizioni perdute e il cambio euro/dollaro potrebbe ricominciare a muoversi verso il basso dalla fase di lateralizzazione nella quale si è attestato negli ultimi giorni, tra 1,29 e 1,2730. Secondo Hewson "il movimento verso 1,30 importante massimo dello scorso 16 settembre, diventerebbe un obiettivo reale solo sopra 1,29 mentre sotto 1,2670 tornerebbe sul tavolo quota 1,25 con possibilità di arretramenti fino a 1,24".

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