Forex: dollaro Us paga dazio dopo Fed, volano aussie e kiwi

Inviato da Titta Ferraro il Gio, 26/01/2012 - 10:47
Una Federal Reserve più "dovish" delle attese sta spingendo oggi al ribasso il dollaro che viaggia sui minimi a oltre un mese rispetto all'euro. La banca centrale Usa ieri sera ha annunciato che intende mantenere il costo del denaro agli attuali livelli "eccezionalmente bassi" fino alla fine del 2014, ben oltre la metà 2013 indicata in precedenza. La presa di posizione della Fed è favorita anche dalle attese di minori pressioni inflattive con le nuove stime che vedono i prezzi al consumo salire meno di quanto preventivato prima sia quest'anno che il prossimo. "Il fatto di posticipare future mosse fino alla fine del 2014 - rimarca la nota odierna di Fxcm - ha portato il mercato a reagire in maniera chiara, ossia sono stati venduti dollari a man bassa".

Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha inoltre dichiarato che la banca centrale Usa rimane pronta a considerare un nuovo piano di acquisto di asset (QE3) per stimolare l'economia se la ripresa del mercato del lavoro continuerà a ritmi lenti o anche se l'inflazione scendesse troppo velocemente.

Il cross euro/dollaro è salito questa mattina fino a 1,315 dollari, massimi dal 21 dicembre scorso. "Il recupero di quota $ 1,3075 aumenta le possibilità di un ritorno verso 1,3250; solo un 'inversione sotto 1,2850 lascerebbe aperta la strada verso 1,26.", sottolinea oggi Michael Hewson, analista di CMC Markets.

Tra le altre valute si muovono con decisione al rialzo le commodity currency. Il dollaro australiano sale di oltre l'1% a quota 1,066 rispetto al dollaro Usa, sui massimi da fine ottobre. Massimi a quasi tre mesi anche per il dollaro neozelandese con il cosiddetto kiwi che è salito fino a 0,8214. Stanotte la Banca centrale neozelandese (RBNZ, Reserve Bank of New Zealand) ha lasciato invariato il costo del denaro al 2,5%. Decisione in linea con le attese.

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