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Forex: dollaro penalizzato dalle notizie in arrivo dalla Libia, tonico l’euro

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Dollaro in calo sul valutario. Il caos in Libia sta spostando le preferenze degli operatori verso le materie prime energetiche e gli asset rifugio. Per quanto riguarda le prime, brent e light in grande spolvero, con il primo in quota 111,6 ed il secondo a 99,8 dollari il barile. Ma contemporaneamente gli investitori cercano protezione anche nei metalli preziosi, spingendo l’oro a 1.416 e l’argento a 33,6 dollari l’oncia. Sul valutario il prepotente ritorno dell’avversione al rischio sposta gli acquisti sul franco svizzero e lo yen.

Il cambio dollaro/franco svizzero in questo momento si attesta a 0,9320 e nel corso della seduta ha toccato 0,9307, minimo dall’inizio dell’anno. Il biglietto verde quota in calo di mezzo punto percentuale contro la divisa giapponese, portando il cross a 82,340 yen. In questo caso il dollaro paga pegno al calo dei rendimenti dei titoli di Stato made in Usa, altro bene-rifugio, penalizzati dalle forti richieste.

Il Sol Levante a gennaio ha registrato un deficit commerciale di 471 miliardi di yen, gonfiato dalle crescenti importazioni di petrolio a fronte di esportazioni stagnanti. Si tratta del primo deficit commerciale in 22 mesi. “Nonostante i dati sulla bilancia commerciale, le scelte degli investitori sono improntate alla cautela a causa dell’incertezza in arrivo dal fronte geopolitico”, ha commentato David Choe da IG Markets. Secondo l’analista “l’attuale situazione è destinata a supportare lo yen nel breve. Nel medio termine il miglioramento dei fondamentali statunitensi gioca a favore del biglietto verde”.

Ed il dollaro perde terreno anche contro euro e sterlina, con il primo cross a 1,3742 ed il secondo (gbpusd) in crescita a 1,6186. Gli investitori in entrambi i casi stanno scommettendo su un prossimo rialzo del costo del denaro da parte delle rispettive banche centrali.