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Forex: il dollaro mostra i muscoli contro le commodity currencies

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Il Twist di Bernanke non convince i mercati. Profondo rosso per i listini azionari che hanno accolto decisamente male l’annuncio delle nuove misure della Banca centrale Usa per rilanciare la prima economia. Gli operatori valutano i provvedimenti annunciati troppo blandi anche e soprattutto perché è stata la stessa Banca centrale a mettere in guardia sui “rischi significativi” che corre l’economia Usa.

Ieri sera la Fed ha lanciato la c.d. Operazione Twist, lo swap tra titoli a breve e quelli a lungo. Nel confermare il costo del denaro ai minimi storici la Banca centrale ha annunciato che da qui al giugno 2012 acquisterà 400 miliardi di dollari di titoli con scadenze comprese tra i 6 ed i 30 anni e contemporaneamente venderà titoli con scadenze inferiori ai tre anni. Si tratta di un’operazione che produrrà un estensione della duration del portafoglio dell’istituto ed un appiattimento della curva dei rendimenti.

Ma alla luce dei “rischi significativi per l’outlook economico, incluse forti tensioni nei mercati finanziari globali”, un semplice giro di Twist non è abbastanza. In vista del rallentamento globale, gli operatori stanno acquistando dollari a scapito delle commodity currencies. Il dollar index, l’indice che misura l’andamento del biglietto verde nei confronti di un basket di valute, quota ai massimi da febbraio a 78,46 punti. L’eurodollaro scende dello 0,9% portandosi a 1,3452 ed il cable, il cambio sterlina dollaro, scende di quasi 1 punto percentuale a 1,5350, il livello minimo da un anno a questa parte.

“Curiosamente, mentre la Fed ha deciso che non farà ripartire il QE, la banca centrale di una potenza minore (cioè la Banca d’Inghilterra) sta valutando se incrementare il piano di allentamento quantitativo. Se l’economia mondiale è realmente in difficoltà, quale effetto reale può avere un maggiore QE nel Regno Unito?”, ha commentato Christopher Beauchamp, analista di IG Markets.

Il dollaro quota decisamente tonico contro le monete maggiormente legate alle materie prime, penalizzate dalla debolezza dell’outlook economico. Il cambio usd/cad sale del 2,2% a 1,0303 mentre l’aud/usd registra un contrazione del 2,6% a 0,9789. La moneta australiana risulta particolarmente penalizzata dall’andamento del Pmi manifatturiero cinese, che a settembre si è confermato per la terza volta consecutiva sotto la fatidica soglia dei 50 punti, che separa espansione e recessione dell’attività economica.

Sotto quota-50 anche il Pmi manifatturiero europeo (48,4) e quello relativo il settore servizi (49,1); indicazioni negative sono arrivate anche dagli ordini all´industria della Zona Euro (-2,1%) e dalla fiducia dei consumatori (-18,9 punti). Due velocità invece per i dati statunitensi. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione si sono attestate a 423 mila unità (consenso 420 mila) mentre il superindice (+0,3% m/m) ed i prezzi delle abitazioni (+0,8%) hanno sorpreso positivamente il mercato.

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