Forex: dollaro ancora in discesa su aumento appetito al rischio

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 02/02/2011 - 10:15
Superati di slancio i massimi a due mesi e mezzo, l'euro si prende una pausa alla vigilia della riunione della Bce che potrebbe fare chiarezza sulle intenzioni in materia di tassi della banca centrale europea. In particolare il mercato guarda alle parole che pronuncerà Trichet in riferimento alle aspettative sull'inflazione acuendo probabilmente la linea dura che caratterizza la Bce. Pressione sui prezzi che secondo alcuni analisti potrebbe indurre la Bce ad anticipare la stretta sui tassi già prima dell'estate.

Oggi il cross euro/dollaro ha toccato un massimo a 1,3861 dollari, livelli che non vedeva dallo scorso 10 novembre. Moneta unica europea che ieri ha beneficiato dei dati migliori delle attese arrivati dal PMi cinese, dalle letture finali dei Pmi europei di gennaio e nel pomeriggio dal balzo dell'ISM Usa. L'Ism manifatturiero statunitense è schizzato a massimi dal maggio 2004 attestandosi a quota 60,8 punti a gennaio, oltre le attese del mercato che erano ferme a 58 punti. "L'ISM non è stato sufficiente a sollevare le sorti del biglietto verde che sta soffrendo la propensione dei mercati a prediligere gli asset più rischiosi con il dollar index che è nei pressi dei supporti di lungo periodo a 76,5", rimarca il Forex Morning Comment odierno di Michael Hewson, analista di CMC Markets. Il declino del dollaro - aggiunge Hewson - può essere più o meno riconducibile a una maggiore propensione al rischio sul miglioramento dei dati economici, i differenziali di rendimento e la crescita delle aspettative inflazionistiche in altri parti del mondo.

La giornata in Europa sarà scandita dall'appuntamento con l'asta del Portogallo sui titoli a 6 e 12 mesi. Sul fronte macroeconomico, gli operatori guardano a metà mattinata alla rilevazione di dicembre sui prezzi alla produzione nell'eurozona, su cui il consensus prevede un incremento di 0,7% su mese e del 5,2% su anno. Nel pomeriggio invece sarà la volta dell'indagine mensile Adp relativa agli occupati Usa del settore privato a gennaio. Il consensus vede la creazione di 140.000 posti di lavoro dopo un dicembre record a +297.000. Il dato anticipa i dati sul mercato del lavoro in agenda venerdì.
COMMENTA LA NOTIZIA