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Forex: dollaro ancora giù nel day-after Fed, record per l’Aussie

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Dollaro venduto a piene mani sui mercati valutari all’indomani della Fed che per la prima volta nella storia ha accompagnato la decisione sui tassi con le parole del suo presidente. Ben Bernanke ha fatto capire che una stretta monetaria non è all’ordine del giorno e il QE2 verrà completato regolarmente. La Fed ha alzato le stime di inflazione tagliando al contempo la view sulla crescita economica. Il tasso di crescita dei prezzi nel 2011 è visto nel range 2,1-2,8%, al di sopra della precedente stima 1,3-1,7% (il Pce core 2011 è visto all’1,3-1,6%, da 1-1,3%), mentre la crescita economica a stelle e strisce nel 2011 è attesa tra il 3,1 ed il 3,3%, dal precedente 3,4-3,9%.

Il dollar index, l’indice che misura l’andamento del biglietto verde contro un basket di sei valute, ha toccato oggi i minimi dal luglio 2008 scendendo sotto quota 73. Discesa del biglietto verde che ha portato il cross euro/dollaro a spingersi oltre la soglia di 1,48 dollari.

“Bernanke ha raggiunto l’obiettivo preposto di risultare completamente trasparente davanti al mercato e gli investitori – rimarca la morning note odierna di Fxcm – facendo capire inequivocabilmente che la politica monetaria adottata dagli Usa non verrà normalizzata ancora per un lungo periodo”.

Le parole della Fed e il conseguente deprezzamento del dollaro stanno favorendo una nuova volata delle materie prime con l’oro ai nuovi massimi assoluti in area 1.533 dollari l’oncia. Ieri Credit Suisse ha stimato la salita del metallo giallo fino a 1.650 dollari entro i prossimi 12 mesi.

A beneficiare del movimento di oro & co. sono le commodity currencies con il dollaro australiano salito ai nuovi massimi. Il cosiddetto Aussie ha toccato stamattina un massimo a 1,0945 dollari rispetto al dollaro Us.