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Forex: il dollar index si conferma ai minimi da tre anni

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Dollaro ancora debole. Il dollar index, l’indice che misura l’andamento del biglietto verde nei confronti di un paniere di valute, quota in area 73 punti, a livelli che non si vedevano da tre anni. Continua quindi la serie negativa del greenback, rinforzata dalle indicazioni emerse dall’ultima riunione della Banca centrale Usa. La Fed ha sostanzialmente confermato quello che gli operatori sapevano già: la Banca centrale guidata da Ben Bernanke sarà l’ultimo grande istituto, Bank of Japan esclusa per ovvi motivi, ad incrementare il costo del denaro.

Per il dollar index si tratta del quinto mese consecutivo con il segno meno (-3,8% ad aprile) mentre l’euro chiude aprile in crescita del 4,7%. Il primo da inizio anno ha perso il 7,6% mentre il secondo ha registrato un +10,8%. La debolezza del greenback spinge al rialzo le materie prime e l’oro in particolare, che poco fa ha toccato un nuovo massimo storico a 1.549,18 dollari l’oncia.

La moneta unica oggi ha inoltre potuto contare sul dato relativo l’inflazione ad aprile, che nella prima parte ha fatto toccare all’eurodollaro un massimo di seduta a 1,4877 (1,4823 in questo momento). Secondo la stima flash la crescita dei prezzi in Eurolandia si è attestata al 2,8% contro il +2,7% del consenso. Stabile invece il tasso di disoccupazione di marzo, che si è confermato al 9,9%. Indicazioni a due velocità per i dati in arrivo dagli Usa: sopra le attese l’andamento di redditi e consumi a marzo (+0,5% e +0,6% m/m), deludenti invece i 67,6 punti del Pmi Chicago ed i 69,8 punti del dato definitivo relativo l’andamento della fiducia dei consumatori (Università del Michigan).

Il dollaro/yen quota in calo di quasi mezzo punto percentuale a 81,220 yen mentre il cross dollaro/franco svizzero scende dello 0,8% a 0,8658 nei pressi del nuovo minimo storico toccato a 0,8643.