Forex: i dati macro riportano l'eurodollaro sotto 1,24

Inviato da Luca Fiore il Gio, 31/05/2012 - 15:39
I dati macro statunitensi spingono al rialzo il biglietto verde. Le indicazioni macroeconomiche peggiori delle attese arrivate poco fa dagli Stati Uniti stanno favorendo gli asset sicuri a scapito di quelli direttamente correlati con la propensione al rischio, come la moneta unica. Il dollar index, l'indice che misura le performance del biglietto verde contro un basket composto dalle maggiori valute, attualmente quota 82,9 punti, il livello maggiore dal settembre 2010, mentre il cambio eurodollaro dopo esser salito a 1,2428 scambia a 1,2396.

"L'euro -si legge nella nota odierna diffusa dagli analisti di FXCM- testimonia sempre più di trovarsi all'interno di una forte tendenza ribassista, andando ogni giorno di più a ricercare minimi indietro nel tempo. Con il minimo di ieri, a 1,2357, abbiamo toccato livelli del primo giorno di luglio 2010. Il livello obiettivo di lungo sembra, invece, il minimo di giugno 1,1875: nel breve possiamo notare la resistenza di 1,24 mentre al di sotto del minimo precedente potrebbero scatenarsi ulteriori vendite per la moneta unica".

Dello stesso avviso anche J.P. Morgan Private Bank che nel suo aggiornamento settimanale ha annunciato di aver rivisto, alla luce dei recenti sviluppi, le stime sull'andamento dell'eurusd. Nel terzo trimestre il cross è atteso a 1,22, nel quarto a 1,24 e tra un anno l'incrocio si dovrebbe attestare a 1,28. Nel caso dovessimo assistere ad un'uscita di Atene da Eurolandia, "è probabile che l'euro possa toccare quota 1,1 dollari".

Poco fa il Dipartimento del Commercio ha annunciato di aver rivisto il dato relativo la crescita statunitense del primo trimestre dal 2,2 all'1,9%. Indicazioni negative sono arrivate anche dal mercato del lavoro. Secondo la stima Adp, il consueto antipasto in vista dei dati ufficiali in calendario per venerdì, il settore privato statunitense a maggio ha registrato un saldo positivo di 133 mila buste paga, al di sotto delle +150 mila del consenso. Le nuove richieste di sussidio, attese in lieve calo a 370 mila, sono cresciute di 10 mila unità a 383 mila.

Nel corso della prima parte l'euro aveva provato a riguadagnare posizioni in scia dei riscontri migliori delle attese arrivati dalla Germania (+0,6% m/m delle vendite al dettaglio ad aprile e disoccupazione scesa al sorpresa al 6,7% a maggio). A livello di Zona Euro, a maggio l'inflazione ha evidenziato un +2,4% annuo, un dato inferiore sia rispetto al +2,6% precedente che al +2,5% del consenso.
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