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Forex: dati macro e conti societari spingono al rialzo l’euro

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Sostenuto da dati trimestrali migliori del previsto e dalle indicazioni macro, il cambio euro/dollaro torna ad affacciarsi in quota 1,31. Dopo il calo dell’indice che misura l’andamento degli ordini di beni durevoli e le preoccupazioni espresse della Fed sullo Stato dell’economia, torna negli operatori la voglia di rischiare, spinta da un lato dai conti societari e dall’altro dalle indicazioni macroeconomiche.

Torna a salire la propensione al rischio e con essa la moneta unica, che ha toccato i massimi da 4 mesi contro il biglietto verde. Il cross euro/dollaro in questo momento scambia a 1,3065, in rialzo di mezzo punto percentuale rispetto al dato precedente (massimo di seduta a 1,3106); la moneta unica quota sostanzialmente invariata contro yen a 113,60.

Per quanto riguarda i dati europei, notizie positive dagli indici di fiducia e dal tasso di disoccupazione tedesco, in calo al 7,6%; dagli Stati Uniti confortante il calo delle nuove richieste di sussidio a 457 mila. Hanno contribuito ad affossare il dollaro le dichiarazioni di Steve Hess di Moody’s, che si è detto preoccupato per l’andamento del debito a stelle e strisce, invitando l’amministrazione Obama a “mettere in campo un piano credibile per tenere sotto controllo il debito e confermare il rating tripla A”.

Nonostante la Reserve Bank of New Zealand abbia incrementato il costo del denaro di 25 pb portandolo al 3%, un intervento che segue quello analogo dello scorso 10 giugno, il dollaro neo-zelandese non riesce ad approfittare della situazione, vittima del più tipico “compra la voce, vendi la notizia” (“buy on rumour sell on fact”). Il Kiwi scambia a 0,7220 contro dollaro (nzd/usd, -0,1%) ed a 1,8095 nel cross con l’euro (eur/nzd, +0,7%).