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Forex: cresce indecisione banche centrali su cosa fare, dollaro rimane sottovalutato (analisti)

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Dal meeting della Federal Reserve è emerso un nulla di fatto con tassi invariati all’1,25%, come da attese, e ancora in campo l’intenzione di proseguire a ulteriori rialzi giustificati dalla forza dell’economia Usa. L’ufficio studi di Marzotto Sim, in commento a quanto emerso dal meeting della Federal Reserve, ritiene che le banche centrali sono sempre meno convinte rispetto al passato su cosa fare. “La ragione di questa indecisione – sottolinea Marzotto Sim – risiede nell’inflazione che non riesce a raggiungere i livelli desiderati. In merito a ciò riteniamo che cambiamenti strutturali nell’economia globale come il massiccio uso di tecnologia e robotica unita ad una deflazione salariale posa aver stabilizzato l’inflazione a livelli più bassi rispetto al desiderata del 2% che riflette un mondo che non esiste più”. In tale contesto, prosegue Marzotto Sim, la FED è maggiormente avvantaggiata nel perseguire una politica di rialzi dei tassi rispetto alla Bce in quanto la prima ha anche il mandato di contenere il mercato del lavoro che invece sta andando molto bene. In riferimento alle diverse asset classes, Marzotto sim continua a ritenere che il dollaro sia sottovalutato rispetto all’euro e che questo gap possa chiudersi nei prossimi trimestri.