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Forex: commodity currency pagano caduta prezzo petrolio

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Non accenna ad arrestarsi la discesa delle quotazioni del petrolio con il future Wti poco sopra la soglia degli 80 dollari al barile e il Brent ai minimi a oltre 4 anni. Il Wti (future con scadenza novembre 2014) è sceso sotto la soglia degli 80 dollari al barile per la prima volta dal giugno 2012 con un calo di oltre il 2% rispetto ai livelli della vigilia. Da inizio anno il Wti ha ceduto oltre il 18%. Nuovi minimi a 4 anni invece per il Brent sceso fino a 82,72 dollari al barile. Nei giorni scorsi l’IEA ha tagliato le stime di domanda mondiale di petrolio prevedendo il ritmo di crescita della domanda più basso dal 2009.

Tra le valute maggiormente sensibili alla discesa dei prezzi del petrolio ci sono, oltre al rublo russo, il dollaro canadese e la corona norvegese. Il loonie, nome con cui viene comunemente identificata la divisa canadese, ha aggiornato i minimi a 5 anni rispetto al dollaro Usa sui crescenti timori che la discesa del petrolio, che rappresenta la principale voce dell’export del Canada, vada a intaccare la congiuntura del paese nordamericano.
Il rublo ha ripreso la discesa aggiornando i minimi contro il dollaro (cross usd/rub oltre quota 46) dopo il lieve rimbalzo della vigilia in scia all’annuncio del governo di un piano per iniziare aste in valute estere.

Discesa marcata anche per la corona norvegese con un calo odierno di oltre l’1,5% rispetto al dollaro Usa con cross Usd/Nok sopra quota 6,60. A settembre il surplus commerciale norvegese è sceso da 22,4 a 21,6 miliardi di corone norvegesi. “Si teme dunque che l’indebolimento dei prezzi dell’energia possa intaccare ulteriormente la bilancia commerciale del paese”, rimarca Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote, che vede l’USD/NOK verso la resistenza del 2008 intorno a 7,30 con un prezzo del greggio sotto gli 80 dollari.