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Forex: commodity currencies sotto pressione, Aussie azzoppato anche da deboli dati mercato lavoro

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Il selloff che sta caratterizzando le materie prime non manca di pesare sulle commodity currency che oggi viaggiano in deciso ribasso sui mercati valutari. A pesare sulle materie prime sono i timori di una nuova stretta monetaria da parte della Cina. Il rame è scivolato ai minimi a 5 mesi. In forte calo anche il petrolio ridisceso a New York sotto la soglia dei 100 dollari al barile. Il dollaro australiano cede circa l’1% sul dollaro Us pagando i deboli riscontri arrivati dal mercato del lavoro, mentre il dollaro canadese cede lo 0,3 e lo 0,41% rispettivamente su dollaro Us ed euro.

La frenata inaspettata del mercato del lavoro australiano pesa oggi sull’Aussie. La valuta australiana cede lo 0,99% sul dollaro Us attestandosi a quota 1,0582 dollari. Ad aprile il numero di persone occupate è sceso a sorpresa di 22.100 unità, maggior calo mensile degli ultimi 2 anni. Le attese erano per la creazione di 17 mila posti di lavoro dopo le +43.300 di marzo. Il tasso di disoccupazione risulta stabile al 4,9%. A pesare sul dollaro australiano c’è anche la discesa delle quotazioni delle principali materie prime.

Non si smorzano le tensioni sull’euro con il mercato che guarda ancora con preoccupazione agli sviluppi della situazione greca. Il cross euro/dollaro viaggia sotto quota 1,42 dollari (toccato minimo intraday a 1,4182 $) dopo il forte calo della vigilia in scia ai timori che i Paesi europei frenino sul nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia. Una situazione complicata e “anche qualora dovessero sopraggiungere nuovi aiuti – sottolinea Michael Hewson, analista di CMC Markets – si teme che non ci siano garanzie che il governo greco riesca ad imporre quelle ulteriori misure di austerity richieste in cambio dei finanziamenti”.