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Forex: Bernanke prende tempo e spinge al rialzo il greenback

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Bernanke spinge al rialzo il dollaro. Non è il momento per un nuovo piano di allentamento quantitativo, se ne riparlerà a settembre, nel corso del prossimo meeting del Fomc, il braccio operativo della Banca centrale Usa. È questo il succo delle parole pronunciate da Ben “Helicopter” Bernanke dalle montagne di Jackson Hole, in Wyoming.

Confermate quindi le attese della vigilia. Bernanke ha deciso di prendere tempo. Tempo che gli servirà per valutare meglio la situazione economica ed appianare le divergenze emerse negli ultimi mesi all’interno del Fomc. Il n.1 della Fed ha comunque rimarcato che la Fed ha un’ampia gamma di strumenti per stimolare la congiuntura, che è risultata “meno robusta delle aspettative”.

Le parole di Bernanke hanno rafforzato il dollaro, perché almeno per il momento escludono una nuova ondata di liquidità. Il dollar index, l’indicatore che misura l’andamento del biglietto verde nei confronti di un basket di valute, si è allontanato dai minimi di seduta ed in questo momento quota sopra 74 punti. In crescita anche l’incrocio con la moneta nipponica, che, sceso a 76,49, scambia a 76,7 yen. Il biglietto verde recupera anche nel cross con l’euro, passato in pochi minuti da 1,4444 a 1,4328.

Intanto in Giappone continua a tenere banco la crisi politica. Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha gettato la spugna lasciando la carica di presidente del partito democratico del Giappone. Le dimissioni comporteranno la nomina di un nuovo presidente da parte del partito democratico che automaticamente sarà posto alla guida del governo. Martedì il Parlamento dovrebbe formalizzare l’elezione del nuovo premier.

In quest’ottica Christopher Beauchamp, analista di IG Markets, pronostica un rafforzamento della moneta giapponese. “Gli operatori potrebbero ritenere che i funzionari nipponici sono troppo presi con le questioni di politica interna per potersi occupare di nuovi interventi sul valutario. Il mercato potrebbe sfruttare la situazione per spingere il dollaroyen al ribasso”.