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Forex: la Bce sorprende tutti, costo del denaro in calo all’1,25%

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L’euro ritraccia i guadagni. Dopo aver toccato i massimi di seduta in corrispondenza dell’annuncio del taglio del costo del denaro da parte della Bce, la moneta unica azzera i guadagni. Dopo gli 1,3834 dollari ed i 107,9 yen toccati in corrispondenza dell’apertura dei listini statunitensi, in questo momento l’euro scambia rispettivamente a 1,3760 ed a 107,25.

La notizia del giorno è rappresentata dall’inversione a U della Banca centrale europea, il cui board nella prima riunione targata Mario Draghi ha deciso all’unanimità di ridurre il costo del denaro di 25 punti base all’1,25%. Gli analisti avevano pronosticato un inizio più soft con la conferma dei tassi all’1,50%.

L’Eurotower con questa mossa prova ad allentare la pressione sulle economie del Club Med ed a far ripartire il Vecchio continente. Il taglio del costo del denaro suona come un riconoscimento dei recenti sbagli commessi dall’istituto di Francoforte. Dopo la stretta monetaria datata luglio 2008, la Bce quest’anno ha ripetuto per due volte lo stesso errore alzando il costo del denaro prima ad aprile e poi a luglio. Il risultato finale è stato quello di aggravare una crisi già evidente.

Nel corso della mattina si era diffusa la notizia della possibile sconfitta del premier greco Papandreou, che sarebbe in procinto di dimettersi o sarebbe comunque intenzionato a cancellare il referendum sul piano di salvataggio della Grecia.

Giornata particolarmente ricca di indicazioni macro in arrivo dagli Stati Uniti. Calo maggiore delle attese per le nuove richieste di sussidio, scese la scorsa settimana da 406 a 397 mila unità. Meglio delle attese anche gli ordini alle imprese (+0,3% m/m) e la produttività non agricola del terzo trimestre (+3,1% t/t). Sotto il consenso il costo del lavoro del Q3 (-2,4 t/t) e l’Ism servizi di ottobre (52,9 punti).

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