Forex: la Bce è pronta ad agire, l’eurodollaro in area 1,25

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Seduta particolarmente volatile per l’eurodollaro. Nonostante la Banca centrale europea abbia deluso chi si attendeva già da questa riunione una sforbiciata sul costo del denaro, l’euro scambia in area 1,25 dollari (1,2496), non lontano dal massimo di seduta toccato a 1,2527. “Il cross -ha commentato Vincenzo Longo di IG Markets- dopo non esser riuscito a raggiungere i massimi di ieri a 1,2545, ha fatto marcia indietro e ha testato il supporto a 1,2441 dove transita la trend line ribassista passante per i massimi del 1 e del 21 maggio scorso”.

A margine della riunione che ha confermato il tassi di riferimento nell’area euro all’1%, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ribadito che l’Eurotower è pronta a mettere in campo misure per sostenere l’economia europea. “Non ci impegniamo a priori su azioni future, se servirà tagliare i tassi lo faremo”, ha detto Draghi che ha però colto l’occasione per rimarcare che “diversi problemi che attanagliano l’Eurozona non hanno niente a che fare con la politica monetaria” che non va utilizzata “per coprire la mancanza di intervento di altre istituzioni”.

A dispetto del fatto che “qualche collega avrebbe preferito tassi al ribasso”, l’attuale costo del denaro è stato confermato perché, a livello nominale, “i tassi sono già negativi”. La Bce in qualunque caso continuerà a fornire liquidità illimitata alle banche: “abbiamo deciso di continuare a condurre le procedure di asta a tasso fisso con piena aggiudicazione dell’importo almeno fino al 15 gennaio 2013”.

La moneta unica guadagna terreno anche contro un altro asset rifugio del calibro dello yen ed il cross tra le due monete sale dello 0,7% a 98,75. La propensione al rischio, ed i dati macro, stanno sostenendo anche il dollaro australiano, che scambia a 1,2636 nel cambio con l’euro (-0,8%) ed a 0,9882 dollari Usa (+1,1%). Il prodotto interno lordo dell’Australia nel primo trimestre dell’anno ha registrato una crescita dell’1,3% trimestrale e del 4,3% su base annuale. Il mercato si attendeva un rialzo decisamente meno marcato (+0,6% t/t e +3,3% a/a).

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