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Forex: l’avvertimento di Moody’s agli Usa appesantisce ulteriormente il dollaro

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Tanta carne al fuoco sui mercati con l’attenzione che nelle ultime 24 ore si è spostata dalla crisi del debito europea a quella statunitense. Da un lato Moody’s ha messo sotto osservazione il rating tripla A degli Usa alla luce del sempre più concreto timore che non si raggiungerà per tempo un accordo per l’innalzamento del tetto del debito, dall’altro la Fed si mostra propensa a valutare una nuova fase di quantitative easing se la debolezza dell’economia Usa proseguirà nei prossimi mesi.

Tensioni che inevitabilmente hanno spinto al ribasso il dollaro Usa con il cross rispetto allo yen che oggi è sceso sui nuovi minimi da marzo a quota 78,47 per poi stabilizzarsi a ridosso di area 79 yen. “La permanente debolezza del dollaro americano inizia a innervosire le autorità giapponesi – rimarca oggi Michael Hewson, analista di CMC Markets – sotto quota 79,50 il cambio dollaro/yen rimane impostato al ribasso e solo il superamento di quota 79,80 potrebbe aprire lo spazio di un’inversione di direzione”.

Moody’s è la prima delle tre grandi agenzie di rating a mettere sotto osservazione il merito di credito degli Usa che detiene lo status di tripla A dal lontano 1917. Il monito di Moody’s mette ulteriore pressione per un accordo sul debito. “La mossa di Moody’s ricorda la necessità che il Congresso si muova rapidamente per evitare il default e si arrivi a un’intesa per un pacchetto di misure consistenti di riduzione del deficit”, è stato il primo commento da Washington per bocca del sottosegretario al Tesoro, Jeffrey Goldstein. Il 2 agosto è il termine ultimo entro il quale si dovrà trovare un accordo sull’innalzamento del tetto del debito che attualmente risulta di 14,3 trilioni di dollari. Tra le opzioni sul tavolo che al momento trovano maggiore consenso c’è quella di alzare il tetto del debito di 2.500 miliardi in tre tranche, ciascuna da votare al Congresso.

Stati Uniti che sono alle prese anche con il rallentamento della congiuntura economica. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ieri ha rimarcato che la banca centrale Usa è pronta a un ulteriore allentamento della politica monetaria in caso di persistente indebolimento dell’economia rimarcando come le stime di giugno della Fed non tengono conto degli ultimi dati, in particolare i deboli riscontri arrivati dal mercato del lavoro.