Forex: l'avversione al rischio spinge verso dollaro, yen e franco

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 25/05/2011 - 10:28
Acquisti sulle monete rifugio in scia all'aggravarsi della crisi greca con il timore che vada a intaccare l'outlook economico dell'eurozona. Da Atene è arrivato lo stop al piano di privatizzazione da 50 miliardi di euro e alle nuove misure di austerità in Grecia, elaborate lunedì scorso dal governo guidato da George Papandreou.

A metà mattinata il cross euro/dollaro viaggia in calo dello 0,42% a quota 1,4033 dopo aver toccato un minimo intraday a 1,4015 dollari. Nuovi massimi per il franco svizzero salito sopra quota 0,81 rispetto all'euro. A pagare dazio oggi sono soprattutto le commodity currencies: il dollaro australiano viaggia sui minimi a 6 settimane sul dollaro Us con un minimo toccato a 1,0441.

In Europa continua a tenere banco, oltre al nodo Grecia, anche la prospettiva di un nuovo rialzo dei tassi. "La Bce è pronta ad alzare di nuovo i tassi se necessario". Lo ha dichiarato oggi Juergen Stark, membro del direttorio della Bce, in un'intervista al quotidiano Kathimerini. "Partiamo dal presupposto che la crescita economica continuerà - ha sottolineato Stark - e pertanto si presenta una minore necessità di politiche fiscali e monetarie accomodanti". In merito all'inflazione, Stark ha rimarcato che l'aumento delle pressioni sui prezzi è monitorato attentamente e si vogliono evitare effetti di secondo livello.

Sulla stessa lunghezza d'onda un altro membro dell'esecutivo Bce, Lorenzo Bini Smaghi: la Bce è pronta a intervenire nuovamente se l'inflazione continuerà a rimanere sopra il target. Sulla Grecia, Bini Smaghi ha ribadito che il nuovo piano di aiuti alla Grecia è subordinato all'attuazione delle riforme necessarie.
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