Forex: l'avversione al rischio premia il dollaro

Inviato da Luca Fiore il Gio, 18/08/2011 - 17:02
L'avversione al rischio ed il Cpi spingono al rialzo il dollaro. Il greenback mostra i muscoli in scia del selloff generalizzato che sta colpendo i mercati finanziari e delle indicazioni maggiori delle attese arrivate dall'inflazione a luglio, che rendono meno probabile l'adozione di nuove misure di allentamento quantitativo (QE3).

L'avversione al rischio questa mattina è stata favorita da un report di Morgan Stanley, che ha ridotto le stime di crescita economica a livello globale. Secondo la Banca d'affari statunitense nel 2011 il Pil globale crescerà del 3,9% mentre nel 2012 il dato è visto al 3,8%. In precedenza la banca aveva pronosticato un +4,2 ed un +4,5%. Nel tagliare anche le stime di crescita europea, rispettivamente all´1,7% (dal 2%) ed allo 0,5% (dall´1,7%), MS ha evidenziato come un nuovo incremento del costo del denaro ad ottobre "può essere tranquillamente escluso" pronosticando tassi all´1% nel 2012.

Per quanto riguarda invece il fronte macro, il mese scorso il Consumer price index statunitense ha messo a segno un rialzo di mezzo punto percentuale mese su mese, il maggiore degli ultimi 4 mesi e decisamente superiore rispetto al +0,2% del consenso. +0,2%, e questa volta il dato è in linea con le attese, anche per l'indice "core", quello calcolato al netto delle variazioni dei prodotti alimentari e di quelli energetici.

Il dollar index, l'indice che misura l'andamento del biglietto verde nei confronti di un basket di valute, in questo momento quota in rialzo dello 0,8% a 74,29 punti. Andamento simile per il cambio con l'euro, che si attesta a 1,4314 dollari e per il cross con la sterlina, che scende a 1,6469 dollari. Sostanzialmente stabili invece i cross con due asset rifugio per eccellenza come il franco svizzero e lo yen, rispettivamente a 0,7909 ed a 76,54.

Per quanto riguarda gli altri dati macro di oggi, le nuove richieste di sussidio sono salite a 408 mila unità, le vendite di case esistenti a luglio hanno registrato un calo del 3,5% a 4,67 milioni e l'indice preparato dalla Fed di Philadelphia nel mese corrente è passato da 3,2 a -30,7 punti. Unica nota positiva l'andamento del superindice, salito a luglio dello 0,5%.
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