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Forex: l’avversione al rischio penalizza le commodities e favorisce lo yen

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L’avversione al rischio torna in grande stile. A beneficiarne dollaro e yen, penalizzati i mercati finanziari e le commodities. Le incertezze legate alla gestione della regolamentazione finanziaria da parte dell’Unione europea, dopo il divieto unilaterale della Germania alle vendite allo scoperto, continuano a penalizzare la moneta unica, che dopo i guadagni che hanno caratterizzato parte della giornata di ieri (secondo alcuni trader attribuibili all’intervento della Banca centrale svizzera) torna a perdere terreno.


Oggi Trichet ha sentito la necessità di rassicurare i mercati definendo la Bce “fieramente indipendente” dalle incursioni della politica e ribadendo da un lato che la missione dell’istituto con sede a Francoforte è la “stabilità dei prezzi” e dall’altro che il riacquisto dei titoli governativi verrà effettuato sterilizzando la quantità di moneta immessa nel sistema.

Il cross con il greenback (dollar index in crescita a 86,49) scambia a 1,2366, nei pressi dell’1,2384 precedente, mentre il cambio euro/yen quota 111,55, dopo aver bucato al ribasso la soglia dei 110 yen (109,45) poco dopo le 16 (minimi dal 2001). Negative le indicazioni arrivate dal fronte macro, con in prima fila il dato statunitense sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, cresciute inaspettatamente a 471 mila unità. Hanno contribuito a peggiorare la situazione il -0,1% del superindice (+0,2% le attese) ed i 21,4 punti del Philadelphia Fed Index (21,5 il consenso).


In caduta libera come detto i listini azionari (-2% per il Dax e -2,6% lo S&P) e le commodities (-3% per il greggio a 70$/barile), un calo che tende inevitabilmente a penalizzare anche le valute legate alle materie prime come il dollaro australiano (eur/aud a 1,5023 e aud/usd a 0,8242) e quello canadese (eur/cad a 1,3166 e usd/cad a 1,0632).