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Forex: aussie ritrova vigore, attesa per la riunione della BoE

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Penultima seduta settimanale con intonazione decisamente positiva per il dollaro australiano che era reduce da una striscia negativa che l’aveva fatto scivolare ai minimi dallo scorso dicembre. L’aussie, nome con cui viene identificata la valuta australiana, viaggia a quota 1,0117 rispetto al dollaro Usa dopo che ieri era sceso nei pressi della parità a quota 1,0021. A sospingerlo sono le buone indicazioni arrivate dal mercato del lavoro australiano: ad aprile il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso al 4,9% rispetto al 5,2% del mese precedente. La lettura è ampiamente migliore delle stime degli analisti che si attendevano una crescita al 5,3%. Sono saliti di 15.500 unità i posti di lavoro rispetto alle -5.500 attese.

Indicazioni meno positive quelle che arrivano dalla Cina con esportazioni e importazioni che hanno registrato ad aprile un netto rallentamento del loro trend di crescita. Le esportazioni sono cresciute del 4,9% mentre le importazioni sono avanzate di un limitatissimo +0,3%. Gli analisti si attendevano una crescita dell’11% nelle importazioni mentre le esportazioni erano attese in progresso dell’8,5%. Tonfo dell’import che ha favorito l’aumento del surplus commerciale (18,4 miliardi di dollari, sopra i 10 miliardi stimati dal mercato).

Oggi riflettori puntati principalmente sulla riunione della Bank of England con la sterlina che si mantiene stabile rispetto al dollaro Us a quota 1,613, mentre ritraccia leggermente rispetto all’euro dopo che ieri il cross eur/£ aveva aggiornato i minimi dal novembre 2008 a 0,801. Le attese sono di un nulla di fatto con tassi fermi allo 0,5% ed entità piano di acquisto asset invariata a quota 325 miliardi di sterline. Nella riunione di aprile un solo membro del board aveva votato a favore di un aumento del quantitative easing. Michael Hewson, Senior Analyst di CMC Markets. rimarca comunque come in alcuni ambienti permane l’aspettativa che la che la Banca d’Inghilterra annunci già oggi acquisti extra per 25 miliardi di sterline soprattutto in virtù dei deboli numeri relativi al Pil nel primo trimestre arrivati un paio di settimane fa. Oggi attesi anche i riscontri circa la produzione industriale a marzo (consensus -0,3% m/m).

“A condizioni monetarie invariate la sterlina dovrebbe rafforzarsi risalendo a 1,62 GBP/USD e il cambio EUR/GBP si porterebbe sotto 0,8000 – rimarca oggi Asmara Jamaleh, economista di Intesa sanpaolo esperta di mercati valutari – mentre in caso di ulteriore allentamento la reazione dovrebbe essere un calo più sostenuto, almeno sotto 1,6000 GBP/USD, con correlato calo anche contro euro (ritorno dell’EUR/GBP verso 0,8100)”.